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1° Ottobre: 150° anniversario della battaglia del Volturno

Un secolo e mezzo fà lo scontro finale tra garibaldini e borbonici

venerdì 1 ottobre 2010, di redazione


Grazzanise - Oggi 1 ottobre 2010 ricorre il 150° anniversario della Battaglia del Volturno, combattuta fra le truppe garibaldine e piemontesi da una parte e quelle borboniche dall’altra.
Il teatro delle operazioni fu la zona compresa tra Capua, S. Tammaro, S. Maria C.V., Caserta, Maddaloni, Caiazzo, Limatola, S. Angelo in Formis. L’esercito borbonico era più numeroso, meglio preparato ed equipaggiato rispetto alle ’camicie rosse’ di Garibaldi, ma, al contrario dei volontari aveva dei comandanti meno capaci.
Dopo alterne vicende, la battaglia, durata tutta la giornata e la mattinata successiva, si concluse con la vittoria dei garibaldini, pagata, tuttavia, a caro prezzo.
I fatti del Volturno videro il crollo definitivo dei Borboni e l’unificazione di gran parte della Penisola, illustrata emblematicamente dall’incontro fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II.

Il territorio del nostro paese rimase al margine della zona di operazioni e non fu quindi interessato dai fatti d’arme. Nondimeno alcuni cittadini di Grazzanise parteciparono attivamente a quell’evento: Paolo Florio, primo sindaco unitario, il notaio Mattia Caianiello, il capitano della Guardia Nazionale locale, Pasquale Raimondo e, soprattutto, Don Paolo Zito, prete, che don Angelo Florio, in un suo opuscolo sugli uomini illustri del paese, definisce "energico e bellicoso, fatto più per la spada che per la sottana".

Accusato di omicidio, Paolo Zito fu rinchiuso nel carcere di Procida da dove venne liberato per grazia del Re su petizione del Cardinale Cosenza, Arcivescovo di Capua.
Dopo la liberazione si diede alla causa garibaldina partecipando alle operazioni sul Volturno. Con un gruppo di volontari partì alla volta del Matese dove fu aggregato ai Cacciatori del Vesuvio.

Giacinto de’ Sivo, in una Storia delle Due Sicilie, dal 1847 al 1861, pubblicata a Viterbo nel 1867, piena di livore antigaribaldino (secondo lui tutti quelli che lottavano per la causa italiana erano dei ladroni e dei camorristi) fa un accenno a questo prete rivoluzionario: "...sul Matese un certo battaglione di 250 uomini tra disperati e camorristi, con anco un Paolo Zito, prete di S. Maria la Fossa venuto con ottanta persone, omicidiario già da Ferdinando graziato del capo. Costui passando per Castello fu respinto dalla popolazione armata, e rifugiò nella casina Del Giudice..."

Sul fronte opposto, ci narra sempre don Angelo Florio, combatté Antonio Florio, maggiore dell’esercito borbonico.

Sui fatti del settembre-ottobre 1860 esiste una vasta letteratura, spesso partigiana, arricchita in molti casi da autori che vi presero parte direttamente, con una visione limitata e parziale del conflitto.
Un’opera che cerca di guardare in modo obiettivo allo svolgersi della Battaglia, avendo un punto di vista elevato sopra i contendenti è La Battaglia del Volturno , di don Antonio Iodice, Napoli 1990.

A parte le poche indicazioni di don Angelo, non esistono studi sul nostro paese e sui partecipanti locali all’epopea garibaldina. Una lacuna che ci auguriamo si possa colmare.

frates

(foto da Wikipedia)

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