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Oblazioni per la nascita di Vittorio Emanuele, principe di Napoli. Grazzanise si distinse per ’sentimento patriottico’

domenica 23 settembre 2018, di redazione


Il 14 giugno 1866 Vittorio Emanuele II firmava il decreto col quale si approvava l’Associazione col titolo: Consorzio Nazionale avente come “esclusivo scopo” di “sollevare il Credito Pubblico e dello Stato”. Lo stesso decreto, che si rifaceva alla legge del 6 maggio 1866, n° 2892, specificava che tale Ente era rappresentato da un Comitato Centrale presieduto dal principe Eugenio di Savoia Carignano.
Proprio il suo presidente precisava a sua volta, nella presentazione degli Statuti e dei regolamenti, che “La causa che viene promossa dal Consorzio Nazionale interessa tutti gli Italiani; essa non è né politica né governativa, ma tutta ed unicamente patriottica” (cfr: Statuti e Regolamenti del Consorzio Nazionale, Torino, Stabilimento Civelli Giuseppe, 1868). Non emanazione, dunque, del governo o dei partiti, che non vi erano neppure rappresentati, ma diretta filiazione con la maestà di Casa Savoia.
All’art. 3 dello Statuto si spiegava che “I suoi mezzi consistono nella raccolta di quel danaro e di quelle rendite sul Gran Libro, offerti spontaneamente da qualunque individuo o Corpo, a titolo di dono
In termini più pratici, il Consorzio era una “Cassa per l’ammortamento del Debito Nazionale” ed era votato alla raccolta delle offerte volontarie degli italiani, senza distinzioni di censo. Per fare questo in maniera capillare venivano istituiti, oltre al Comitato centrale di 50 membri, Comitati provinciali e comunali, almeno per i centri più importanti. Laddove non era possibile istituire un comitato comunale, era investito il sindaco del compito di raccolta. Il denaro frutto delle donazioni era convogliato presso le Sedi e Succursali della Banca Nazionale, della Banca di Toscana e del Banco di Napoli, e lì era investito in cartelle del Consolidato Italiano e convertito in Certificati nominativi a favore del Consorzio.
Per pubblicizzare le sue decisioni e rendere conto delle raccolte effettuate, il Comitato Centrale si serviva di un organo a stampa col titolo di Bollettino Ufficiale, la cui gestione gravava sul bilancio del Comitato stesso.

Scorrendo questo Bollettino scopriamo che le raccolte di denaro non perseguivano soltanto l’ammortamento del debito pubblico, come da statuto, ma erano finalizzate anche ad altre iniziative a carattere nazionale e “patriottico”. Tra queste iniziative figurano alcune che non hanno niente a che fare con gli scopi ufficiali del Consorzio. Così, ad esempio, leggiamo, in particolare, di “Oblazioni al Consorzio Nazionale per festeggiare la faustissima Nascita del Principe Reale di Napoli Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro”, avvenuta nella Reggia di Capodimonte l’11 novembre 1869 (cfr: http://www.historiaregni.it/napoli-1869-la-nascita-di-vittorio-emanuele-iii/)

E’ interessante scorrere la parte che si riferisce alla Terra di Lavoro. Il 1 Agosto 1870, Anno V n° 10, il Comitato aveva segnalato questa provincia tra quelle più munifiche: “Diamo quindi con viva esultanza la grata notizia che il signor Prefetto della provincia di Terra di Lavoro ha annunziato per telegramma a S.A.R. tutti, senza eccezione, i Municipi di quell’ampia provincia aver fatto la loro patriottica adesione con offerte, che pubblicheremo al ricever dell’elenco relativo”.

Contestualmente non si taceva, sotto la forma più cortese, un fermo rimbrotto alla provincia di Napoli: “Avrà recato forse meraviglia ai nostri lettori il veder da noi pubblicate offerte numerosissime di tutte le provincie meridionali, tranne che di quella di Napoli. Il fatto si è che mentre tutte quelle provincie si sono distinte splendidamente nelle oblazioni, e segnatamente quelle di Terra di Lavoro, Catanzaro, Cosenza, Capitanata, Aquila, Chieti, dalla provincia di Napoli ci è pervenuto direttamente finora un numero di adesioni limitato invero a fronte delle altre provincie, ed attendiamo di averne un numero rispettabile innanzi di farne la debita pubblicazione; persuasi che quella generosa Provincia che ha dato il titolo all’Augusto Principe di cui si festeggia la nascita, non vorrà certamente rimanere indietro alle altre”.

In un Bollettino successivo, Martedì 1 novembre 1870, Anno V, n° 16, è testualmente scritto: “Alla provincia di Terra di Lavoro, i cui Municipii concorsero unanimi con offerte al Consorzio Nazionale onde santamente festeggiare l’indicato faustissimo avvenimento, rinnoviamo le nostre vive felicitazioni, il plauso e la gratitudine del Paese.
A sfogo poi della riserva contenuta nel N. 10 di questo Bollettino, 1° scorso Agosto, diamo l’elenco generale delle somme oblate, le quali furono successivamente trasmesse al Comitato Centrale dal commendatore signor Colucci, illustre e benemerito Prefetto di quella generosa terra. Invochiamo infine il concorso di tutti quei cittadini ed Enti morali che, potendo, non hanno puranco portato il loro obolo, di carità patria a questa santa impresa onde accelerarne il sublime compito
”.
Come si vede, da un lato era specificata la volontarietà delle oblazioni e dall’altro veniva esercitata una incalzante pressione affinché chi si era sottratto alla raccolta si sentisse obbligato a parteciparvi.

Segue, dunque, la “Distinta dei versamenti ricevuti al 27 agosto 1870 dai Municipii della Provincia di Terra di Lavoro” che è, chiaramente, all’origine di questo articolo. Spicca il comune di Grazzanise con l’offerta di 100 lire, eguagliata solo da Caserta e superata solo da Mondragone (200 lire). La maggioranza dei comuni ha versato tra le 2 e le 20 lire e tutti, comunque, hanno versato somme molto più modeste rispetto al nostro, nonostante, in certi casi, la superiore popolazione e possibilità economica. Per opportuna conoscenza la somma deliberata dal comune di Grazzanise corrisponderebbe a 470 euro del 2014, ovvero circa un milione delle lire pre-euro (cfr calcolatore de IlSole24ore).
A titolo esemplificativo riportiamo le somme di comuni vicini: Aversa lire 20, Calvi R. lire 9,80, Cancello ed Arnone lire 50, Capua lire 10, Castelvolturno lire 2, Francolise lire 2, Pignataro lire 10, S. Maria C.V. lire 40…

In ogni modo, la provincia di Terra di Lavoro è riconosciuta tra quelle “i cui Municipj nell’anno decorso deliberarono unanimi offerte più o meno cospicue all’Istituzione”.

In conclusione, anche questa particolare circostanza ci racconta la fede monarchica di questo comune, non tanto o non solo come adesione istituzionale bensì come passione per tutti i membri della casa reale e tutti gli avvenimenti che direttamente o indirettamente li vedevano coinvolti. Passione che era transitata dalla casa Borbone alla Casa Savoia senza distinzione, come se fossero state una sola, indipendentemente dal trapasso avvenuto qualche anno prima dal regno di Napoli al regno d’Italia, e che sarà dimostrata ancora otto anni dopo, nel 1878, allorquando, con forte unità di sentimenti, popolazione e autorità parteciperanno alla festa per lo scampato pericolo del re Umberto 1°, in occasione dell’attentato ad opera di Giovanni Passanante.

frates

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