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Sigilli della Finanza all’ex Capys, oggetto di esposto dell’opposizione consiliare

Sull’area è in progetto un auditorium. Luiso: "chiederemo il dissequestro"

venerdì 20 marzo 2015, di Peppe Florio


SANTA MARIA LA FOSSA – Lo scorso ottobre il gruppo di opposizione consiliare “Il domani”, guidato da Antonio Giusti, aveva fatto l’area oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo che, con ordinanza sindacale, si provvedesse subito alla bonifica: questa mattina la zona nota come ex Capys è stata sottoposta a sequestro dagli uomini della Guardia di Finanza della compagnia di Capua.

Ad essere contestata è la violazione, da parte dell’amministrazione comunale, del decreto legislativo 152 del 2006, il Testo Unico ambientale. Sull’area in questione, infatti, negli anni ignoti hanno sversato amianto, inerti, copertoni e rifiuti di ogni altro tipo, trasformandola in una vera e propria discarica a cielo aperto. “Ci auguriamo che sia fatta subito giustizia e che i rifiuti pericolosi siano rimossi quanto prima” dichiarano dalla minoranza consiliare.

La zona negli ultimi mesi è diventata oggetto di attenzioni e polemiche. In quell’area, infatti, dovrà sorgere un auditorium, per il quale da anni si attende la delibera di finanziamento, che, a quanto pare, potrebbe arrivare a giorni. Durante la conferenza stampa dello scorso gennaio, indetta dall’amministrazione guidata da Antonio Papa, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Salvatore Luiso aveva dichiarato, criticando l’esposto dell’opposizione, che i rifiuti erano già stati catalogati e che era stata prevista una variazione al progetto per rimuoverli utilizzando i fondi del finanziamento stesso, senza intaccare la casse comunali. L’esposto – commentò all’epoca Luiso – avrebbe potuto costringere ad una risoluzione più immediata, che avrebbe quindi fatto saltare il piano, costringendo a pescare dal bilancio per la bonifica.

Per quanto riguarda l’auditorium - ha dichiarato oggi l’assessore – tra una settimana si chiederà il dissequestro dell’area, dopo averla ripulita, in modo tale da non creare impedimenti alla realizzazione dell’opera. Per la delibera di pagamento, infatti, sembra essere ormai questione di giorni.

Peppe Florio

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