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Episodio 2: (2006-10) Il tentato passaggio di cantiere, nessun servizio. Poi la liquidazione forzata.

Quer pasticciaccio brutto de la GMC Gricignano a Grazzanise [Parte II]

A chi è servito tutta questa procedura e spesa inutile per i cittadini?

mercoledì 25 marzo 2015, di Peppe Florio


GRAZZANISE - La nostra storia ci ha quindi portati al 16 febbraio del 2005, quando il consiglio comunale approva l’acquisto di 300 quote da 22 euro, per un totale di 6 mila 600 euro. Leggi qui il precedente episodio

Da quel momento in poi non abbiamo più documenti relativi alla Gmc, né risultano determine di pagamento per l’acquisto delle 300 quote. Niente di niente, fino al 9 ottobre del 2006. Ma andiamo con ordine. A metà 2006, l’Eco.Quattro, che aveva lavorato per il comune per conto del Consorzio Ce/4 sin dal 2001, si era evoluta in EgeaService Spa, trasferendo la sede da Santa Maria Capua Vetere a Castelvolturno. In quel giorno d’ottobre, per discutere il passaggio dall’Egeaservice alla Gmc si presentano, oltre alle parti sindacali, Enrico Parente per il comune e il consulente finanziario, per conto della multiservizi, Francesco Passaro. Questo stesso Passaro, qualche anno dopo, diventerà liquidatore della “Matese ambiente”, partecipata del Consorzio intercomunale dei rifiuti Ce/1, su nomina del presidente Gianluigi Santillo, risultato legato a Nicola Ferraro, imprenditore nel settore rifiuti e vicino ai clan della camorra casalese.

In quella sede si decise il passaggio di cantiere dei dipendenti del cantiere grazzanisano dell’Egea con la Gmc. Passaggio che, di fatto, date le proteste degli stessi operatori, nei fatti non si è mai attuato. A novembre gli operatori vennero infatti retribuiti dal Consorzio intercomunale Egea Spa, con sede sulla Domitiana a Castelvolturno (nuova denominazione dell’Egeaservice)

Il comune, di fatto, alla Gmc, a questo punto del nostro racconto, non ha ancora versato le quote, né sta ricevendo alcun tipo di servizio, a parte una sponsorizzazione per un evento sportivo organizzato dal comune. A questo punto sorge spontanea una domanda apparentemente ingenua: perché fare tutto questo movimento per non arrivare a nulla? Perché andarsi a collegare con una multiservizi di comuni così lontani e diversi da Grazzanise?

Le dichiarazioni delle ultime ore sembrano dare delle possibili risposte a questi interrogativi. Risposte che non daremo per vere, fino a quando non saranno gli inquirenti a dimostrarle. Se è vero quanto affermato da Michele Orsi prima di morire, ovvero di aver appoggiato le elezioni di Brancaccio, Lettieri e Parente, possibile che il grazzanisano abbia deciso di buttarsi – e buttare con sé il comune – in questo calderone, a poche settimane dalle elezioni del 2005, per consolidare l’appoggio degli Orsi, risultati vicini ai Casalesi? E quanto questa storia è collegata all’elezione di Parente alla vicepresidenza del Cub nel 2008 (dall’ottobre del 2009 ricoprì per un periodo poi la carica di presidente facente funzioni)? Sono questi gli interrogativi che intendiamo sollevare con questa inchiesta e che, purtroppo, la documentazione in nostro possesso non ci permette di risolvere.

La questione Gmc Gricignano per il comune si è chiusa male. Pur non avendo ricevuto alcun servizio, infatti, il comune è stato comunque costretto a pagare, nel febbraio del 2010, dopo il fallimento, le quote approvate dal consiglio. Tuttavia, invece che a 22 euro il prezzo è sceso a 7 euro l’una, andando a pesare sul groppone dei cittadini 2 mila 100 euro. Soldi che sicuramente non hanno portato benefici alla comunità, e che, forse – lo ripetiamo, toccherà agli inquirenti dimostrarlo e noi non ci crederemo fino a quel momento – sono serviti solo per colmare l’arrivismo di qualcuno.

In una corsa all’innocentismo a tutti i costi, certe storie è bene tenerle sempre a mente.

Peppe Florio

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