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Una Stanca POLITICA che STANCA

politica dei giorni nostri

lunedì 25 giugno 2012, di paparente


Finita da secoli l’era dei guelfi e ghibellini, essendo ormai trascorso molto tempo dagli anni d’oro (così dicono molti anziani) in cui ci si divideva in rossi (sinistra) , bianchi (centro ) e neri (destra), ed essendo ormai desueta l’abitudine di indicare il nome di un partito con le sigle degli ideali in cui credevano i padri fondatori della patria, oggi in politica prevale un arcobaleno di colori con i partiti che ad ogni tornata elettorale spendono soldi (i nostri) per "darsi un nuovo nome" (abitudine prevalente di bianchi e neri) o per "fare le primarie" (abitudine prevalente di bianchi e rossi).

Cosa vuole dirci, con questi "comportamenti", questa "stanca politica" dei giorni nostri?

Nel primo caso:

"Abbiamo talmente le idee chiare che non sappiamo nemmeno come chiamarci"

Nel secondo caso:

"Siamo un partito talmente coeso che non sappiamo nemmeno chi deve essere il nostro candidato premier"

E noi dovremmo affidare la guida dell’Italia a questa gente?

Dobbiamo affidarci ad un comico (Grillo) per risollevare le sorti di quest’Italia ferita nel profondo dell’anima? Basterà una risata a seppellire tutto il marciume che regna oggi nei palazzi del potere?

Questa è una "stanca politica" che stanca perché composta da "scribi e farisei".

"Essi legano infatti fardelli pesanti e insostenibili e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito................. Allargano i loro filatteri ed allungano le frange dei loro abiti. Amano posti d’onore nei convitti e i primi seggi nelle sinagoghe. Si fanno salutare volentieri sulle piazze e amano farsi chiamare dalla gente ’rabbi’, ’rabbi’. "guide cieche, che filtrano i moscerini ed ingoiano i cammelli! .... puliscono l’esterno dei bicchieri e dei piatti, mentre all’interno sono pieni di ricatto e intemperanza .... sepolcri imbiancati che all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume...."

Il panorama non cambia molto a livello locale anche se non siamo (spero) a livello di scribi e farisei di cui sopra.

La "piccola" politica locale (stanca quanto quella nazionale) è ferma ai manifesti e manifestini, nonché ai comizi da bar degli anni 80 e continua con il suo vecchio modo di fare (vota me perché ho meno difetti di.....mai che ti dicano vota me perché ho più capacità di.....mah!).

Resta solo l’amara realtà dei fatti ........quasi tutte le opere (poche) buone presenti nel nostro paese (dai campi di calcetto di Santa Massimiliana ai recenti "monumenti") sono dovute all’iniziativa di "non politici " e soprattutto al buon cuore (ed alla tasca) del popolo.

Come "salvarci"?......la ricostruzione parte sempre dalle fondamenta .....bisogna partire dalla rinascita locale per arrivare a quella nazionale.....ma la strada è lunga e piena di pericoli........

Ma questo è il momento per la società civile "genuina", quella fatta di professori e di uomini di cultura dotati di "conclamata onestà e moralità", di dare il proprio contributo a questa rinascita perché come diceva Don Milani : " A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca"?

paparente

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