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Crisi di governo: cosa dicono gli altri?

venerdì 25 gennaio 2008, di redazione


La crisi politica italiana occupa le prime pagine dei giornali esteri. E’ sempre interessante vedere come gli stranieri trattano le cose che ci riguardano.
Un editoriale impietoso quanto preciso, a cominciare dal titolo, lo abbiamo trovato su Le Monde, in linea oggi. Lo riportiamo integralmente:

"L’ITALIA, UN PAESE IMMOBILE E DIVISO

Per quale ragione di fondo l’Italia si trova in crisi politica? Chi sa dirlo? E’ bastato che un uomo, Clemente Mastella, lo decidesse un giorno senza che si sappia veramente se si trattasse di cattivo umore o di calcolo politico. Lasciando la maggioranza, il suo partito cattolico, che rappresenta appena l’1% degli elettori, ha costretto a fermarsi il treno delle riforme intraprese dal governo Prodi dal 2006. Certo questi avanzava con l’andatura di una lumaca, ma il blocco istituzionale così provocato non può che penalizzare ancora di più un paese che viaggia già nel vagone di coda dell’Europa.

Mortificati per essere stati sorpassati dalla Spagna per il reddito pro capite, gli italiani sono depressi. Il dibattito sul declino dell’Italia è ripreso alla luce di analisi molto pessimistiche del New York Times e del Financial Times. La crescita economica, che era del 5,8% negli anni ’60, poi del 3,8% negli anni ’70/’80, è caduta all’1,6% negli anni ’90 per stagnare a meno dell’1% dal 2000. La ripresa congiunturale registrata in questi ultimi due anni è stata la più debole della zona euro, e la crisi finanziaria nascente non annuncia niente di buono. "Bisogna avere la forza di aprire gli occhi e ammettere che il re è nudo", afferma la serissima fondazione di studi e ricerche NordEst.

Cosa è accaduto perché gli Irlandesi siano oggi del 30% più ricchi di noi, quando era ancora il contrario all’inizio degli anni ’90, si domandano i nostalgici del miracolo italiano del dopoguerra? "Assolutamente niente, rispondeva recentemente il settimanale L’Espresso. Il nostro paese, con i suoi clientelismi, la sua corruzione, l’inefficacia del suo apparato pubblico, l’evasione fiscale, ecc., è rimasto esattamente lo stesso. E’ il resto del mondo che è cambiato, senza che la classe politica se ne accorgesse".

L’antipolitica guadagna terreno

Per la maggioranza dei cittadini, gli uomini politici formano ormai "una casta privilegiata" nella qyuale non si riconoscono. L’antipolitica guadagna terreno, come testimonia il succeso delle iniziative del Coluche italiano, il comico Beppe Grillo.

Mentre la preoccupazione maggiore degli italiani è il calo del potere d’acquisto, l’unica occupazione dei partiti, in questi ultimi tre mesi, è stata la discussione sulla riforma della legge elettorale... senza alcun passo in avanti concreto. Un paese fermo in un mondo che si muove, è il verdetto degli esperti per spiegare lo stallo dell’Italia. E’ vero per l’economia, ma anche per la società italiana, che mette tanta energia nel resistere ai cambiamenti quanta nel reclamarli. La crisi dei rifiuti a Napoli, una emergenza che nessun governo ha saputo risolvere da quindici anni, appare come la metafora di un paese immobile e diviso che si adatta troppo bene all’impotenza dello stato.

Nei momenti di difficoltà, in Italia, si nomina un "commissario speciale" oppure si crea una "Task force". Si può anche formare un governo istituzionale quando l’emergenza si propaga al cuore del potere. Salvo a ripartire con la campagna elettorale. "Il vuoto politico è un lusso che il paese non può permettersi", ha avvertito Romano Prodi prima di cadere. Ma come resistere alla tentazione?"

trad. di F. Tessitore

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