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"Giovanni è il suo nome". Presentato ieri il saggio di Tiziano Izzo

giovedì 26 agosto 2010, di redazione


GRAZZANISE – “Sono come un bambino che si è lasciato guidare da quello che mi avete insegnato voi, nel redigere questo saggio”, è quanto afferma il teologo grazzanisano Tiziano Izzo, richiamando probabilmente echi bernardiani, con i suoi nani sulle spalle dei giganti.

Il saggio in questione è “Giovanni è il suo nome”, presentato mercoledì scorso nell’aula consiliare del municipio di piazzetta Montevergine, un’opera, come viene definita dallo stesso autore “storica, teologica, pastorale e di riflessione spirituale e sociale intorno alla figura di Giovanni Battista”, nel quale viene appunto analizzata la figura dell’ultimo dei profeti e santo per tutte le sette cristiane esistenti, la sua figura storica, attraverso le opere di Giuseppe Flavio, i suoi rapporti con Gesù Cristo e nel quale ci si sofferma anche sull’appartenenza del Battista alla setta degli Esseni, che già praticavano il battesimo o dei Nazareni. “Giovanni Battista, uno dei pochi personaggi del Vangelo ad aver resistito sempre e comunque alle tentazioni e ad essersi scagliato contro le ingiustizie dei poteri consolidati, pagando con la vita, un personaggio attuale e un esempio di moralità da seguire in tempi bui come quelli del XXI secolo”, questo il quadro generale di questo personaggio trapelato dalle parole dei vari intervenuti.

Presenti in sala assessori e consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, il capo della parrocchia dedicata a Giovanni Battista, don Giuseppe Lauritano, e diversi volti noti della religione, della cultura e dello spettacolo, come don Giuseppe Centore, autore di diverse pubblicazioni e direttore del Museo Campano di Capua, e il noto presentatore capuano Erennio De Vita, che è stato moderatore della presentazione.

Ed è proprio don Centore ad intessere un elogio al nostro teologo: “ho spesso invitato molti giovani a mettere le proprie conoscenze a disposizione di tutti: sono felice di averne trovato uno che lo ha fatto per davvero”. Poi, dimostrando una grande umiltà maturata negli anni, “ho letto molto nella mia vita, ma devo ammettere che non si smette mai di imparare. Ho avuto modo di apprendere tante nuove cose dallo scritto di questo giovane teologo”. Anche il rapporto con le tradizioni paesane non è mancato di essere analizzato a fondo all’interno del saggio, grazie alla collaborazione di un esperto locale della materia, il professor Raffaele Petrillo, il quale ha ripercorso con la mente tutti i momenti che hanno portato al completamento della facciata della chiesa principale del paese, quella dedicata a questo profeta, con l’affissione del mosaico, per il cui trentennio, nel 2014, già si progettano celebrazioni varie.

A. R.

 


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