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Il Pineta Grande di Castel Volturno all’avanguardia nella lotta alle infezioni ospedaliere

venerdì 2 marzo 2012, di redazione

Le infezioni ospedaliere (IO) sono una delle cause principali di morbilità e di morte negli ospedali. In Europa colpiscono 4 milioni di persone ogni anno, provocando 37.000 decessi. Un fenomeno che inoltre fa lievitare i costi dell’assistenza sanitaria, generando in Italia una spesa aggiuntiva di circa 1 miliardo di euro. A fronte di questa minaccia, il Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castel Volturno ha invertito la tendenza riducendo sensibilmente il tasso di infezioni, grazie a un dispositivo automatizzato di decontaminazione ambientale tecnologicamente avanzato e a impatto ambientale decisamente inferiore rispetto ai disinfettanti tradizionalmente usati, a conferma della necessità di contenere l’errore umano per assicurare l’efficacia delle procedure di prevenzione.

Napoli, 1 marzo 2012 – Colpiscono tra il 5 e il 10% dei pazienti ricoverati nei moderni ospedali del mondo sviluppato; in Italia, la percentuale è intorno all’8,5%: le infezioni ospedaliere sono un problema di portata globale, ma il buon esempio arriva dalla Campania, dove il Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castel Volturno è riuscito a ridurne sensibilmente l’insorgenza, grazie a un’innovativa tecnologia di disinfezione ambientale, automatizzata ed eco-sostenibile.

Come sottolinea Vincenzo Schiavone sr., Presidente Raggruppamento regionale dell’industria e dei servizi della Sanità, Confindustria Campania, «questa problematica è strategicamente rilevante, poiché la sua risoluzione ridurrebbe sensibilmente il costo della spesa: di certo è necessario agire a monte per una maggiore accortezza, affinché il personale addetto alle Sale operatorie e agli specifici Reparti esegua tutti i protocolli operativi necessari all’esecuzione di un’accurata disinfezione e decontaminazione degli ambienti prossimi al paziente».
Le infezioni contratte durante la degenza in strutture sanitarie, tra i principali indicatori di qualità dell’assistenza, sono un problema globale, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una delle principali cause di morte e d’incremento della morbilità tra i pazienti.

Tecnicamente, si sviluppano 48 ore dopo il ricovero a causa dell’esposizione ad agenti patogeni e che al momento dell’ingresso non erano manifeste clinicamente né erano in incubazione. Gli strumenti chirurgici o medicali (linee endovenose, cateteri, attrezzature chirurgiche, ventilazione meccanica), gli individui (visitatori, altri pazienti, personale medico) e soprattutto l’ambiente (superfici vicine o intorno al paziente) sono le principali fonti di trasmissione, ma possono ovviamente verificarsi contaminazioni crociate.

In Europa, le infezioni contratte e rilevate dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) hanno raggiunto numeri allarmanti: 4 milioni, di cui quasi l’1% si rivela fatale, causando la morte di 37.000 pazienti. Il conto delle IO è salato non solo in termini di salute degli utenti, ma anche per le casse dei Sistemi Sanitari Nazionali: nell’Unione Europea il costo delle IO ammonta a 5,48 miliardi di euro e in Italia determina una spesa aggiuntiva di circa 1 miliardo di euro.

Sia i Governi nazionali sia l’Europa da diversi anni stanno ponendo attenzione al problema, anche se ancora manca una linea comune; tuttavia, permane una diffusione insufficiente dei programmi di controllo, in specie nel settore della decontaminazione ambientale.

Invertendo la tendenza, da circa un anno il Presidio Ospedaliero Pineta Grande ha sviluppato una strategia di decontaminazione ambientale avvalendosi nelle 10 sale operatorie, di cui tre dedicate alle Alte Specialità come Neurochirurgia, Ortopedia, Chirurgia Cardiaca, Toracica e Vascolare, di un dispositivo di nuovissima generazione totalmente automatizzato prodotto da Johnson & Johnson, a base di perossido d’idrogeno a bassa concentrazione.

Generalmente, un’esecuzione parziale o non corretta dei protocolli di pulizia e disinfezione può influire negativamente sull’efficacia della decontaminazione, ma, nella fattispecie, sono evitati attraverso l’automatismo del processo: come spiega Vincenzo Schiavone jr., Responsabile del Blocco Operatorio e Terapia Intensiva, Presidio Ospedaliero Pineta Grande «uno dei punti di forza del dispositivo è che ci permette di irrorare completamente gli ambienti con una procedura del tutto automatizzata e dunque indipendente dal fattore umano: una volta stabiliti i metri cubi da decontaminare e impostati i parametri, il dispositivo agisce in automatico. I risultati relativi alla diminuzione delle infezioni sono davvero molto incoraggianti: sono stati monitorati attraverso il controllo nella struttura del consumo degli antibiotici in forma preventiva e curativa. Non appena questi dati saranno consolidati, li pubblicheremo».

Anche Domenico Falco, Primario dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio Ospedaliero Pineta Grande, sottolinea la significatività di questi primi dati: «la decontaminazione ambientale realizzata in automatico si sta dimostrando estremamente efficace: da quando è in uso, vale a dire circa un anno, non si sono riscontrate infezioni degne di nota nell’ambito della casistica d’infezioni ortopediche, che si attesta comunque allo 0,2-0,3%, decisamente al di sotto della media italiana e internazionale, grazie a un’organizzazione efficiente e alle misure di prevenzione seguite rigorosamente».

Oltre ad assicurare un processo di decontaminazione scevro da errori o incompletezze, il perossido d’idrogeno a bassa concentrazione utilizzato dal dispositivo ha un impatto ambientale decisamente inferiore rispetto a quello delle sostanze tradizionalmente usate, come formaldeide e sali quaternari d’ammonio. Essendo acqua ossigenata, si scinde in ossigeno e acqua, è contenuto in cartucce biodegradabili e non corrosive e non è nocivo per il personale, che può utilizzare i locali in decontaminazione – siano essi chirurgici o di degenza o riservati ad altre attività – senza necessità di arieggiarli a lungo, com’è necessario con altre sostanze disinfettanti potenzialmente tossiche per l’organismo.

Co. Sta.

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