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In ricordo di Karol Wojtyla

mercoledì 2 aprile 2008, di paparente


Tre anni orsono esattamente il 2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II° al secolo Karol Wojtyla.
Un grande papa e soprattutto un grande uomo, un comunicatore di eccezionale caratura, capace di compiere innumerevoli viaggi faticosi ed impegnativi, come i viaggi nei paesi dell’Est europeo, che sancirono la fine dei regimi comunisti e quelli in zone di guerra quali Sarajevo (aprile 1997) e Beirut (maggio 1997). Storico anche il suo viaggio a Cuba (gennaio 1998) e l’incontro con Fidel Castro.
Una data caratterizza tutto il pontificato di Karol Wojtyla: 13 maggio 1981.
Ali Agca, un giovane turco nascosto tra la folla in piazza San Pietro, spara al Papa due colpi di pistola, ferendolo gravemente all’addome. Il Papa viene ricoverato al Policlinico Gemelli, dove rimane in sala operatoria per sei ore. L’attentatore viene arrestato. Gli organi vitali vengono solo sfiorati: una volta ristabilitosi il Papa perdonerà il suo attentatore, andando a trovare Agca in carcere, in una visita rimasta storica. La ferma e convinta fede di Karol Wojtyla gli fa ritenere che sarebbe stata la Madonna (il 13 maggio è il giorno dell’apparizione della Madonna di Fatima una cui immagine ha visitato il nostro paese nel decorso mese di febbraio) a proteggerlo e a salvarlo: per volere dello stesso Papa la pallottola verrà incastonata nella corona di una statua di Maria.
Nel 1986 le immagini televisive di un altro evento storico fanno il giro del mondo: Wojtyla visita la sinagoga di Roma. E’ un gesto che nessun altro Pontefice aveva mai compiuto prima. Nel 1993 stabilisce le prime relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e Santa Sede. Da ricordare anche l’importanza data al dialogo con le nuove generazioni e l’istituzione, nel 1986, della Giornata mondiale della gioventù.
Wojtyla è stato per tutta la sua vita un costruttore e sostenitore della pace; è stato un uomo dalla volontà di acciaio, un leader e un esempio per tutti, soprattutto per i giovani, ai quali si sentiva particolarmene vicino e dai quali traeva grande energia spirituale.

In una delle sue visite pastorali in Italia è stato anche presso il vicino tempio di Casapesenna ed ancora oggi sembra di udire le sue parole d’invocazione alla Madonna:
“….non manchino mai in questa terra spesso ferita e umiliata uomini di speranza e testimoni della verità costruttori di giustizia ed apostoli del bene…” - Casapesenna 13 novembre 1990

 


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