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Tiene ancora banco il convegno sull’autovelox

L’Avv. Parente risponde al coordinatore dell’ACTG

giovedì 17 aprile 2008, di redazione


Tiene ancora banco il convegno sull’autovelox organizzato dall’Associazione Culturale Tre Grazie. Dopo che il Coordinatore della associazione, prof. Michele Petrella, aveva risposto a un rilievo dell’Avv. Paolo Parente contenuto in una lettera aperta al commissario della sez. di AN, E. Caianiello, lo stesso professionista rimanda la palla con questa altra lettera che pubblichiamo per dovere di completezza.

Egr. Professore,

non posso esimermi dal rispondere al suo articolo inviato al sito ed alla stampa in data 6 aprile 2008.

Ne avrei fatto volentieri a meno, ma visto che lei difetta di spirito dialettico e di capacità critica, ho la necessità di difendermi dalle sue accuse.

Si tratta di accuse gratuite, che prescindono dal contesto nel quale si è svolta la discussione col Commissario Caianiello, per inserirsi in quello meramente personalistico: un attacco ad personam, al professionista, che francamente non ha alcun senso.

Comincio col dirle che un vecchio amico di famiglia, di poca cultura scolastica ma di grande esperienza di vita, che molto affettuosamente chiamo “Maestro”, quando si accorge che il suo interlocutore è perplesso o magari non ha afferrato il senso di alcune sue dichiarazioni, per evitare di ferirlo dice “forse non mi sono spiegato” -

Ecco, comincio col dirle che “forse non mi sono spiegato”, ed allora cercherò di spiegarmi !

Innanzi tutto, il mio intervento del 01.04.2008, era prettamente politico, in risposta all’articolo del commissario di A.N. pubblicato il 28.03.2008, e relativo ad un suo preciso riferimento, ovvero “…l’installazione di apparecchiature….omissis….in alcuni casi anche il ritorno occupazionale, personale che assunto dal concessionario, in alcuni casi, assolve alle mansioni specifiche presso i locali dell’Ente Comune (polizia municipale)”-

Ed è proprio su questo inciso che ho costruito la risposta in cui ho fatto riferimento anche al convegno organizzato dall’ACTG.

Il convegno non doveva risolvere il problema, cosa del resto impossibile a chiunque, ma forse qualche minimo dubbio poteva e doveva scioglierlo; del resto, nella missiva inviata all’amico Caianiello, ho testualmente riferito che “il dibattito non aveva sciolto molti dubbi”, (cfr. risposta del 01.04.2008) e non che doveva risolvere il problema, come lei viceversa legge ed argomenta.

Relativamente, poi, al mio intervento nel corso del convegno, il fatto che mi sia stata tolta la parola, è stato il chiaro segnale del “non voglio inimicarmi nessuno”, anche se poi, un’iscritta all’ACTG, alla quale rendo il mio personale e sentito ringraziamento, ha contestato palesemente e pubblicamente il suo moderatore, invitandolo a “ridarmi la parola per concludere il mio intervento” -

Volevo solo chiarire, cercando di far capire a chi ascoltava, che c’era e c’è tutt’ora la possibilità di opporsi a questi subdoli mezzi tecnologici, che invadono la nostra libertà, perché la vera illegalità, sta nel fatto che le Pubbliche Amministrazioni installano anche apparecchi non autorizzati o comunque mancanti di apposite certificazioni.

Questo era il senso del mio intervento, fatto, ripeto, senza alcuna pretesa o spirito polemico, portato avanti da un professionista che difende i propri concittadini dai soprusi della P.A., che con queste multe, incide enormemente sul loro portafoglio, soprattutto su quello delle famiglie mono-reddito; ed a chi, se non ad un avvocato, spetta il compito di difendere i cittadini contro questa continua aggressione da parte della P.A. ?

Io come professionista non sono tenuto ad organizzare convegni sull’autovelox, caro Professore, ma sono tenuto – come faccio da tempo – a difendere i cittadini contro questo continuo stillicidio di multe e cartelle esattoriali, le quali – mentre lei si diverte a raccogliere firme – comportano iscrizioni di fermo amministrativo sui veicoli e magari iscrizioni ipotecarie sulla casa.

Quanto poi al fatto che il mio intervento le sia parso troppo da avvocato (“come se stesse in un aula di Tribunale”), le ricordo che io sono un avvocato, e che il confronto avuto col Giudice D’Onofrio – Giudice del Tribunale del Foro al quale appartengo che stimo e rispetto come uomo e come giudice, e col quale ho continui confronti dialettici nel rispetto delle regole del processo e delle posizioni - non solo ha arricchito il dibattito, ma ha permesso anche allo stesso Giudice di esprimere opinioni personali al di fuori del suo ruolo di terzietà.

Anzi, sono stati gli stessi relatori ad interloquire col sottoscritto quando ho posto il problema nel corso della discussione, soprattutto il delegato Aci ed il Presidente dell’U.C.

Lei, inoltre, non dice il vero quando afferma che ho continuamente interrotto i relatori, e le persone presenti possono tranquillamente testimoniare quanto affermato; del resto, sentir parlare lei di democrazia dopo l’articolo fatto pubblicare, è veramente troppo, visto che non solo non è in grado di confrontarsi dialetticamente, ma opera attacchi gratuiti e personali che vanno ben al di là della mera questione.

Inoltre, ed in questo caso il “forse non mi sono spiegato” non c’entra, l’invito al Commissario di A.N. “ad organizzare sul punto un dibattito forte”, non riguardava l’organizzazione di un convegno sull’autovelox o sul CdS o sulla Viabilità (?), bensì quella famosa questione politica (assunzione di personale) nella quale lei – mi perdoni – c’entra come il cavolo a merenda; perché, vede caro professore, ormai tutti gli impianti sono legalizzati in tutto e per tutto, e quindi un ulteriore dibattito sul punto farebbe la fine di quello che lei ha organizzato !!!

Ciò posto, le ribadisco che nel corso del convegno, ho parlato a titolo personale, “perché la giovane sezione di cui sono portavoce”, all’epoca dei fatti non esisteva, e nel ringraziare l’ACTG per aver organizzato il dibattito, ho cercato di spiegare a tutti, che era necessario sentire anche la voce di un avvocato, che in effetti, resta l’ultimo baluardo contro tali ingiustizie, perché di ingiustizie trattasi, mentre nella missiva inviata all’amico Enrico, parlavo nella qualità, perché avevo posto un problema politico, del quale si deve necessariamente occupare la politica.

Comunque, visto che lei ci tiene tanto a sapere cosa penso del suo convegno, allora le dico che:

a) invitare un Giudice di Tribunale a questo tipo di dibattito, è stato un errore, atteso che le multe vengono giudicate dai GdP, tant’è che lo stesso Giudice D’Onofrio si è trovato in difficoltà a parlare della questione, stante l’insistenza del Presidente dell’Unione Consumatori (e certamente non la mia come lei diversamente argomenta). I convegni non si organizzano sui se e sui ma, e se veramente l’intenzione dell’ACTG, era quella di “sollevare il problema”, bisognava quanto meno fornire informazioni corrette ed esaustive, e consentire al pubblico di interloquire - o magari solo ascoltare - referenti qualificati, anche se lei si è giustificato con un laconico “li avevamo invitati”;

b) Il suo moderatore, nell’introdurre il dibattito parlando per oltre 20 minuti, ha riferito solo ed esclusivamente sugli autovelox, e gli interventi dei relatori, ovviamente, sono stati diretti solo ed esclusivamente agli autovelox; pertanto, il sottoscritto ha solo inserito il proprio intervento nel contesto che si era creato;

c) l’unico a porre un problema diverso, è stato il geom. della Provincia Di Benedetto, che ha argomentato in modo impeccabile e preciso sulla viabilità, e sul cui intervento tecnico, nessuno ha potuto replicare, stante le enormi deficienze sul punto dei partecipanti, iniziando dal sottoscritto;

d) quanto poi al CdS, nessuno ne ha fatto menzione, perché trattasi di leggi dello Stato, che vanno solo rispettate, e sulle quali discutere sarebbe davvero ultroneo e soprattutto pericoloso, visto che le norme attuative cambiano continuamente -

Ed allora mi dica, caro Professore, è stato il mio intervento (perché trattasi di un solo intervento) fuori luogo, o magari le sue stravaganze organizzative ad aver inficiato il dibattito ?

L’unico momento di confronto col pubblico, si è avuto proprio grazie al mio intervento !!!

E a differenza di quanto lei sostiene, sono state molte le persone che sono intervenute: il Consigliere Provinciale Giuseppe Raimondo, il dr. Tescione, i consiglieri comunali Tescione, Vaio e Pezzera, alcuni interventi dalla sala non microfonati, ma tutti, e ribadisco tutti, hanno parlato solo ed esclusivamente degli autovelox, e pertanto non capisco perché il mio intervento “era poco inerente al tema della serata” !!!

Infine, caro Professore, lei non ha avuto alcun merito nel sollevare il problema, perché è arrivato non per ultimo, ma molto dopo, laddove la stessa politica già molto tempo fa argomentava sul punto, anche attraverso manifesti murali, denunce all’A.G. Penale competente e ricorsi al Prefetto (vedi il Picconatore, il Consigliere di opposizione Di Stasio ed il Consigliere Enzo Papa).

Conseguentemente, caro Professore, lei ha offeso anche i politici che si sono esposti rischiando in prima persona, ai quali anziché dare il plauso che spetta loro, regala battute di pessimo gusto (chiacchiere da Bar o presunte latitanze) -

Infine, tengo a precisare, che sia la petizione che la relazione da lei inviata alle Autorità, non c’entrano nulla con il decreto di aumento dei limiti di velocità da 50 a 70 Km/h, atteso che l’iter burocratico di perfezionamento dell’installazione dei cartelli stradali, era in corso da mesi, e sul punto mi potrà dare manforte il geom. Di Benedetto della Provincia di Caserta, e lo stesso Consigliere Provinciale Giuseppe Raimondo, che già nel suo intervento durante il dibattito, palesò tale circostanza.

Inoltre, caro Professore, il P.D., in questa discussione non c’entra nulla, così come non c’entra nulla l’Associazione che Lei rappresenta, per la qual cosa le dico che questo articolo, tranne una breve replica per salvaguardare la mia immagine personale e professionale, non sarà pubblicato sui quotidiani, (che hanno una risonanza maggiore rispetto al sito solo perché pochi sono avvezzi alla tecnologia, purtroppo), come viceversa ha fatto fare lei, sia per il dovuto rispetto che ho e che devo avere per le persone che lei rappresenta, ma anche e soprattutto per il rispetto alla sua persona -

Solo chi non opera non sbaglia, caro Professore, e questo motto vale per tutti, per Lei che organizza, e pertanto deve sopportare le critiche di chi non condivide (sempre relativamente al fatto e mai ad personam, come viceversa fa lei), e per me che parlo, forse anche troppo, perché il bello della dialettica e del confronto civile è proprio questo: si può o meno condividere una critica o un’azione, ma non si dovrebbero mai travalicare i limiti del rispetto per le persone.

Concludo dicendo che, qualunque cosa lei dovesse argomentare in risposta a quest’intervento, non replicherò, atteso che già troppo tempo ho dedicato a questa discussione.

"avvocato paolo parente"

 

1 Messaggio

  • L’Avv. Parente risponde al coordinatore dell’ACTG

    19 aprile 2008 19:59, di Michele Petrella

    Il suo intervento ha tutta l’aria di un’arringa fatta per difendere una posizione indifendibile. In quanto a gratuità di accuse lei mi pare un maestro, ma ritengo di lasciar perdere per rispetto dell’A.C.T.G., che ho l’onore di coordinare, di me stesso e dei lettori ai quali è bene risparmiare un altro tormentone. Avrei da ribattere su molte sue affermazioni aggressive ed offensive, ma preferisco non farlo; questo però non deve essere interpretato come una mia ammissione di colpa o di torto, è solo la cosa migliore per chiudere definitivamente il problema. Non c’è bisogno di rifare la cronistoria del convegno sugli autovelox; chi è stato presente sa come si è svolto e, pur ritenendo che ogni cosa è criticabile, e quindi migliorabile, rivendico all’Associazione il merito di aver organizzato qualcosa di utile per la cittadinanza e non mi sono mai posto il problema se siamo stati i primi o gli ultimi o gli unici, ho sempre detto che abbiamo dato il nostro piccolo contributo al problema suscitando un certo interesse nella popolazione. Tutto il resto è solo una montagna di chiacchiere destinato a franare sotto il proprio peso. Grazie per l’attenzione e chiedo scusa ai lettori, che forse non ne possono più, con la promessa che non interverrò più sull’argomento.

    Michele Petrella


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