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Un ambito intercomunali dei rifiuti che rischia di partire con l’ombra del surplus

La storia di quegli 11 operatori licenziati e reintegrati

Guarino (Fit-Cisl): senza soluzioni si rischia la guerra sociale

lunedì 6 ottobre 2014, di Peppe Florio


CAPUA/ SANTA MARIA LA FOSSA/ GRAZZANISE – “Qui si rischia una guerra sociale”: è con queste parole che Giovanni Guarino, responsabile di zona per Fit-Cisl, saluta l’assurda situazione in cui 11 operatori ecologici capuani si sono venuti a trovare all’indomani della pubblicazione del bando di gara d’appalto per l’affidamento della raccolta dei rifiuti nel nuovo ambito intercomunale. Una questione che – avverte Guarino – sarebbe da miopi ridurre alla sola Capua e che influirà negativamente su tutti i dipendenti, cui si è fatto nutrire grosse aspettative verso questa gara.

La situazione è questa: attualmente i 3 cantieri ospitano 77 operatori effettivi, ma sul bando di gara ne sono segnati soltanto 66. Come è possibile? Ecco il punto: 11 operatori capuani, licenziati e poi reintegrati dal giudice del lavoro a settembre del 2012, pur continuando a lavorare e ad essere retribuiti, non vengono riconosciuti dal comune, che – ignorando i precedenti passaggi di cantiere e persino un accordo di solidarietà con i sindacati - li ha praticamente depennati al momento di fare i conteggi per la gara europea, attestando il proprio personale a 40 piuttosto che a 51.

Una gara che parte col piede sbagliato, quindi, con un surplus endogeno di 11 unità che, comunque reintegrate, andranno ad influire negativamente su tutta la divisione del lavoro prevista nel bando, oltre che sui costi finali per l’utenza. Secondo Guarino, infatti, gli operatori grazzanisani che da circa un anno e mezzo lavorano con un contratto part-time che hanno accettato solo con l’assicurazione di passare a full time una volta creato l’ambito intercomunale, rischiano di veder vanificate queste speranze. Gli operatori fossatari, che invece lavorano con contratto full-time, potrebbero vedere ridotte le ore di lavoro e gli stipendi.

Una situazione su cui, quindi, bisogna intervenire immediatamente, modificando opportunamente il bando, prevedendo anche gli 11 operatori attualmente ignorati e trovando loro una collocazione nel nuovo organigramma che dovrà essere creato.

Nei prossimi giorni, avvertono dalla Fit-Cisl, sarà probabilmente avviata la procedura di raffreddamento, nella speranza che la questione si risolva senza scioperi. E gli altri sindacati, intanto, che dicono a riguardo, considerando che, tra i principali a livello nazionale, anche Uil e Cgil rappresentano una buona fetta di operatori? “Questa situazione in sé mi spaventa, ma il loro silenzio – commenta Guarino – mi spaventa ancora di più”.

Peppe Florio
 


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