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Richieste risarcimento morti di cancro: è caso sul costo dei certificati

Le odissee negli uffici comunali grazzanisani

Rinvii e costi: il divario coi comuni limitrofi è evidente e pesante

lunedì 6 ottobre 2014, di Peppe Florio


GRAZZANISE – Questa non è una notizia. Questo non è uno scoop per aumentare le visualizzazione del sito. Questa è la vergogna di una macchina comunale in cui, per deficienze che ognuno può porre dove reputa più opportuno nell’organigramma complessivo, il livello di gradimento da parte dell’utenza è ormai al minimo e in cui anche le operazioni più semplici – come in un noto corto animato di Bruno Bozzetto – diventano un’odissea.
Ma come se gli svariati rinvii da un ufficio all’altro non bastassero, ci si mettono anche i costi elevati che, in tempi di crisi, irritano un po’ tutti.

Ecco, questa è la storia del grazzanisano medio – e non sono pochi – che, perduto un familiare per cancro, ha deciso di candidarsi per accedere, tramite avvocato, ai “risarcimenti per ogni decesso avvenuto per cancro”. 6 i documenti da allegare per inviare la richiesta:
- fotocopia della cartella clinica del defunto
- certificato di morte
- certificato di residenza storica del deceduto
- certificato di stato integrale di famiglia
- fotocopia del documento di identità di chi firma
- codice fiscale di chi firma.
Va ricordato che ogni familiare (genitore, figlio…) presenta la richiesta singolarmente.

Ed è qui che per il grazzanisano medio comincia l’odissea di marche da bollo e certificati. Un’odissea che forse apparirà più eloquente se la si raffronta a un comune vicino, diciamo Santa Maria La Fossa.

Per ottenere un certificato di stato integrale di famiglia il fossataro medio, che abbia avuto la sfortuna di perdere un familiare per cancro, paga 10 euro. Il grazzanisano medio, invece, paga 5.16 euro per ogni unità iscritta nel certificato , il che significa che paga anche per tutti i defunti che hanno fatto parte del nucleo familiare. Un cittadino che, poniamo caso, abbia 2 fratelli e abbia perso entrambi i genitori (di cui uno per cancro), andrà a pagare 25,80 euro per un certificato, considerando cioè 5 membri. Se i suoi due fratelli, poi, vorranno presentare la medesima richiesta, dovranno sborsare anche loro 25,80 euro a testa per lo stesso identico certificato.

Se, poi, avete bisogno del certificato di residenza storica, al comune di Santa Maria La Fossa vi toccherà coprire solo piccole spese d’ufficio, mentre a Grazzanise, se volete il documento dovete acquistare due marche da bollo da 16 euro l’una .

A questo, poi, si aggiungano le regolari spese d’ufficio, ovvero 52 centesimi a certificato.

Non va dimenticato che, per responsabilità non ancora chiarite, Grazzanise non fa parte dei comuni inseriti nel piano "Terra dei fuochi" e quindi, oltre ad effetti negativi in termini di mortalità per cancro e di immagine, potrebbe anche avere difficoltà a beneficiare dei risarcimenti.

Una situazione di degrado su cui ogni commento sarebbe superfluo, ma su cui commissione straordinaria e responsabili d’area dovrebbero fermarsi a ragionare, perché tra le grandi opere per riformare il comune c’è anche il modo in cui il singolo cittadino percepisce la macchina comunale e amministrativa. E questa percezione e questo rapporto partono dagli uffici e dai servizi.

Peppe Florio

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