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IL VIDEO - Rifiuti nell’area ex Capys, dove dovrebbe sorgere l’auditorium

I volontari Gdn Vas riaccendono i riflettori, dopo l’esposto della minoranza e il sequestro della Finanza

martedì 13 ottobre 2015, di Peppe Florio


SANTA MARIA LA FOSSA - Un’area confiscata alla criminalità organizzata ridotta a discarica a cielo aperto: torna a far parlare di sé l’ “ex Capys”, nel comune di Santa Maria La Fossa.

Nella mattinata della scorsa domenica, durante un servizio di monitoraggio dell’area, i volontari dell’Associazione I Guardiani della natura hanno individuato, su un’area di circa 10 mila metri quadrati, un’enorme discarica abusiva, frutto anche di una bonifica mai portata a termine. Sul posto, infatti, secondo il rapporto dei volontari, sono stoccati alla rinfusa su terreno nudo in assenza di qualsiasi cautela ed esposti agli agenti atmosferici circa 500/600 sacconi Big Bags pieni di rifiuti tutti siglati da lettera R, vale a dire rifiuti speciali pericolosi. Tutti gli involucri si presentano in pessime condizioni e tutti squarciati con conseguente perdita di materiale riverso sul terreno, con possibile rischio di contaminazione. A preoccupare, inoltre, la presenza di canne fumarie, tubi, eternit, cataste di pneumatici, fogli di catrame bituminoso, Rifiuti solidi urbani ,raee, suppellettili etc.

L’area era stata posta sotto sequestro, a marzo, dalla guardia di finanza che aveva contestato all’amministrazione guidata da Antonio Papa la violazione del del decreto legislativo 152 del 2006, il Testo Unico ambientale. Già ad ottobre dello scorso anno, il gruppo di opposizione consiliare “Il domani” si era rivolto alla Procura della Repubblica chiedendo un’ordinanza sindacale per la bonifica dei luoghi, che, a quanto pare, nonostante il sequestro e la recinzione, hanno continuato ad essere oggetto di sversamenti.

L’ex Capys è anche il terreno individuato per la costruzione di un auditorium, per il quale da anni si attende un finanziamento. Lo scorso gennaio, nella conferenza stampa di inizio anno amministrativo, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Salvatore Luiso aveva dichiarato, criticando l’esposto dell’opposizione, che i rifiuti erano già stati catalogati e che era stata prevista una variazione al progetto per rimuoverli utilizzando i fondi del finanziamento stesso, senza intaccare la casse comunali. L’esposto – commentò all’epoca Luiso – avrebbe potuto costringere ad una risoluzione più immediata, che avrebbe quindi fatto saltare il piano, costringendo a pescare dal bilancio per la bonifica. In quella sede Luiso aveva anche affermato che, entro una settimana, sarebbe stato chiesto il dissequestro dell’area dopo averla ripulita, per non creare impedimenti all’opera.

Ma, per il momento, l’auditorium non sorge e i rifiuti restano, quasi a monito di un futuro che non vuole decollare, sparsi sul terreno.

Peppe Florio

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