Grazzanise oggi  Numeri utili  I nostri Caduti  Ris. elettorali  Sport 2017/18  Trasporti  Differenziata  | Meteo |

Grazzanise on Line

Home page > Opinioni > Pubblico e privato, tacito accordo

Pubblico e privato, tacito accordo

lunedì 19 settembre 2011, di redazione


Le vacanze sono finite e si torna alla routine quotidiana. Alcuni (pochi) al lavoro, spesso precario e mal pagato, molti allo studio (anche come parcheggio) con tutti i problemi vecchi e nuovi che la scuola si porta dietro. Molti altri tornano all’attesa, di un lavoro, di una occasione, perché qui è difficile anche inventarsi qualcosa per combattere la deriva.

E tuttavia in tanti siamo stati “fuori”. Chi al mare, chi in montagna. E’ stata l’occasione per vedere (o rivedere) posti nuovi, migliori. E al ritorno abbiamo ancora negli occhi le immagini di paesaggi bellissimi, di paesi grandi e piccoli che ci hanno riconciliato con la vita, per il loro ordine, la loro pulizia, la loro “civiltà”

Cittadine in cui è impossibile trovare un’insegna pubblicitaria sul ciglio dei marciapiedi, in cui la segnaletica stradale è sempre come nuova e soprattutto visibile, in cui l’elemento dominante dell’”arredo urbano” sono i fiori, fiori dappertutto, sui marciapiedi e sui balconi, pubblici e privati, quotidianamente curati da personale addetto che ti chiedi ma questi operai come li mantengono? Città in cui è possibile parcheggiare la propria auto senza sottostare al ricatto del “parcheggiatore” di turno, in cui le strade, anche quelle di montagna, soggette a forte escursione termica, sono sempre in ottimo stato, dove un marciapiedi è un marciapiedi e serve ai pedoni e non alle macchine, dove ci sono piste ciclabili dappertutto. Dove, infine, non trovate non dico un sacchetto di immondizia, ma un pezzo di carta per terra, per cui vi chiedete spesso ma questi i rifiuti non li producono?

Con queste immagini che hanno impressionato le nostre retine torniamo al paese nostro e l’impatto è ancora più sconvolgente del solito. (vedere l’articolo: Benvenuti al sud). Solo la frequentazione di altre realtà ci rende consapevoli del degrado in cui viviamo.

Non stiamo a dilungarci sulle cose che non vanno, dalla pulizia delle strade al problema dei parcheggi, dalle barriere architettoniche all’inquinamento acustico, dal degrado estetico alla rapina degli spazi pubblici, all’assenza di qualsiasi controllo e sanzione per cui i furbi godono della massima impunità, e chi più ne ha più ne metta.

E’ difficile disgiungere le responsabilità pubbliche, tantissime, da quelle private, pur sapendo che le prime sono fondamentali perché il cittadino va anche educato (e spesso lo vorrebbe) e, se necessario, punito a causa dei suoi comportamenti scorretti. Tra noi ce lo possiamo dire, le responsabilità del privato non sono meno gravi rispetto a quelle del pubblico. I comportamenti del singolo sono spesso riprovevoli e dannosi almeno quanto le omissioni di chi gestisce la cosa pubblica. In un paese normale (l’espressione è diventata banale) questo non dovrebbe accadere e il pubblico dovrebbe essere in grado di controllare il privato.

Ma qui pare che ci sia una sorta di complicità tra il pubblico e i cittadini. Io mi disinteresso di tutti i problemi che riguardano la vivibilità e tu fai i tuoi comodi, con reciproci vantaggi. Apparentemente.

In conseguenza di questo tacito accordo il nostro paese, che avrebbe tutte le possibilità di essere una bomboniera, non fa che regredire in un declino che sembra inarrestabile.

frates

Rispondere all'articolo

 


Monitorare l'attività del sito RSS 2.0 | Mappa del sito | Area riservata | SPIP | modello di layout