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PD, cambio della guardia ma metodi da vecchia politica

martedì 11 febbraio 2014, di redazione


A poco più di una settimana dal congresso di circolo nel PD di Grazzanise torniamo a occuparcene con qualche considerazione ulteriore rispetto a quanto già detto subito dopo la vittoria di Teresa Cerchiello nel voto per la segreteria.
Innanzitutto segnaliamo con piacere l’irrompere sulla scena di alcuni giovani, segno di vitalità del partito e di voglia di impegnarsi. Pensiamo , oltre che alla neosegretaria, al suo avversario Ciliento, ai vari componenti delle due liste che in buona parte si ritroveranno nel nuovo direttivo. Un ringiovanimento positivo per il partito e, si spera, per il paese.
Tuttavia, ci si chiede, la rigenerazione anagrafica è di per sé sinonimo di politica nuova, come qualcuno va proclamando? Si accompagna forse a un approccio diverso rispetto alla vecchia metodologia? L’impressione che si ricava dalle ultime vicende è che, tutto sommato, di nuovo c’è ben poco, che la vecchia politica sia di gran lunga lo sport preferito dalle nuove leve che anzi ne applicano i metodi con cinica determinazione.

Su quali considerazioni si basa questo giudizio, quali fatti corroborano tale opinione? Ne elenchiamo qualcuno che si è imposto particolarmente all’attenzione.
Innanzitutto l’individuazione di un ‘nemico’, da additare a pubblico ludibrio, da combattere e da abbattere. Nella fattispecie l’ex dirigente ed ex presidente del circolo A. Palladino, ritenuto, o strumentalmente presentato, come il responsabile di tutti i mali. Il vecchio militante, grazie al quale c’è un partito e una sede dove i nuovi possono riunirsi, è stato osteggiato e vilipeso. Una cosa inimmaginabile nel vecchio PCI.
Secondariamente, per conseguenza ma anche per premessa, l’opposizione a qualsiasi ipotesi di convergenza, di collaborazione, di confronto sulle cose e sulle idee anziché sulle persone. Una sorta di talibanesimo nostrano che ha cercato di influire anche su congressi di altri circoli che analogamente a Grazzanise erano alla ricerca di una composizione interna (“nessun accordo”, questo il grido di battaglia accompagnato da un perentorio “vi aspettiamo al varco”).
Ancora. Confronto che, al di là delle apparenze e dei riti (presentazione di documenti programmatici) si è svolto a colpi di tessere, quelle procurate a gente spaesata che non sapeva neppure di cosa si trattasse e quelle fatte in casa (nonni, zii, nipoti, fratelli, cognati…) tanto che verrebbe da chiedersi ad esempio se la nuova segretaria sia di maggioranza o di minoranza visto che lei e un paio di suoi sostenitori dispongono da soli la bellezza di una quindicina di tessere familiari. Se il divario con la lista avversaria è stato di appena tre voti...
Questo modo di fare spacciato per politica nuova sa tanto di vecchio e di stantìo.
Risparmiamo al lettore le definizioni, le aggettivazioni, i qualificativi usati per denigrare gli avversari, degni più di una guerra tra nemici capitali che non di una disputa tra persone dello stesso partito.

Infine ma non meno importante, il venir meno agli accordi (lista unitaria) a costo di spaccare il partito a metà non ci sembra una gran cosa per chi aspira a intraprendere l’attività politico-amministrativa e dovrebbe avere tutto l’interesse a tenere uniti gli iscritti. Rimettere in discussione intese raggiunte nuoce enormemente, anche se in politica gli impegni presi spesso vengono disattesi. In futuro ci si potrà fidare in analoghe circostanze?
Vorremmo sbagliarci e nel caso siamo pronti a riconoscerlo, ma la segreteria appena eletta ci sembra più il prodotto di una miscela esplosiva fatta di spirito di rivalsa, di rancori, di vendette da consumare da parte di chi, in tempi recenti e meno recenti, si è sentito emarginato. La nuova responsabile del circolo ha dato rappresentanza a questa miscela che ha trovato, questa sì, occasione di temporanea composizione unitaria. Temporanea perché già si notano segni di perturbazioni dopo il primo momento di festa. La prima riunione del direttivo è stata rinviata ufficialmente per motivi di salute ma l’ordine del giorno ne è uscito stravolto (nella prima convocazione erano previste alcune dimissioni e surroghe mentre nella seconda queste sono scomparse). Cio’ fa pensare che ci sia già qualche problemino da risolvere.

frates

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