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Riflessioni su un paese "politicamente" palindromo

lunedì 31 marzo 2008, di paparente


Grazzanise è politicamente un paese “palindromo”.
Lo puoi decifrare da destra verso sinistra e da sinistra verso destra ed hai il medesimo risultato:
Una politica “ottusa” sempre alla ricerca di ciò che separa e non ciò che unisce, un teatrino in cui gli attori si scelgono liberamente i ruoli spesso cambiando solo l’abito o la compagnia con cui recitare.
Una commedia che si trascina da anni ed anni ripetendosi copiosamente giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese con pochi sprazzi di “estrosità” che raramente confluiscono nel bene comune ma più verosimilmente in “fantozziane” vicende.
Scenette continuamente riviste che stancano e sviliscono.
Un paese “pirandelliano” con la testa fra le nuvole sempre illuso di poter arrivare “all’isola che non c’è”.
Gli attori principali lasciano poco spazio a chi non fa parte della loro compagnia teatrale e solo raramente ruoli marginali vengono affidati a povere anime disincantate che sembrano sempre “personaggi in cerca di autore”.
Nei giorni delle rappresentazioni (leggi elezioni) come d’incanto questi attori smettono di sentirsi star cinematografiche ed offrono al popolo ed al popolino la possibilità di sentirsi qualcosa di più di semplici comparse avendo cura di far leggere del copione ciò che illude nascondendo ciò che disillude.
Quando vedi le locandine ( i manifesti elettorali) con l’elenco di attori, autori, registi, coreografi ecc. hai una unica parola di “DeFilippiana” memoria che ti riecheggia nella mente: FUITVENNE !
E quando la “commedia” va in scena ti assale il dubbio:
D: Cristo si è veramente fermato ad Eboli?
R: Non lo so, ma sicuramente al casello di Capua ha proseguito dritto!.

Paolo Parente

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8 Messaggi del forum

  • GRAZZANISE NON E’ UN PAESE POLITICAMENTE PALINDROMO.

    Palindromo dal greco tornare indietro. Grazzanise non è un paese politicamente palindromo, ma si può tranquillamente affermare che alcuni politici locali sono palindromi, persuasi dal desiderio di tornare indietro; non a caso la scena politica è attraversata sempre dalle stesse facce, famiglie etc. etc, quasi che la gestione/amministrazione della cosa pubblica sia un fatto ereditario o una cosa da ottenere con ogni fine ed ogni mezzo, con conseguente costituzione di una “casta locale”, che con il continuo interscambio di ruoli, casacche e partiti ha reso il nostro paese politicamente inaffidabile e debole. Grazzanise sicuramente non è un paese pirandelliano con la testa tra le nuvole e alla ricerca dell’isola che non c’è, ed i Grazzanisani non sono dei disillusi,o più semplicemente dei fessi, che come i pesci abboccano quando si getta l’amo, anche perché in un piccolo paese,come il nostro, si conosce la storia delle persone ed i fatti sono sempre sotto gli occhi di tutti, anche se con varie sfumature. Tanti nostri compaesani, compreso io, costretti a stare lontani dal loro paese per lavoro, penso che abbiano letto con disprezzo l’invito al Fujtevenne rivolto dal sig. Paolo Parente, perché è duro stare lontano dal proprio paese ed in tutti è vivo il desiderio di tornare; allo stesso tempo son sicuro che tanti compaesani, residenti e non, vogliano rivolgere un invito di defilippiana memoria ad alcuni politici locali: Jatevenne! Quando le danze saranno aperte il sig. Parente si ricordi che se Cristo è arrivato anche a Grazzanise di certo non ci è arrivato grazie all’autostrada, ma, quasi, sicuramente l’avrà usata per fuggire vedendo le politiche messe in atto dagli anni ottanta in poi.

    Giovanni Abbate

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    • Riflessioni su un paese "politicamente" palindromo 3 aprile 2008 09:29, di paparente

      A GRAZZANISE

      Né più mai vedrò le tue strade con appeso il sacchetto

      Ove giacque il mio corpo fanciulletto

      Grazzanise mia, che ti addormenti nella puzza

      della monnezza da cui Ferrandelle-discarica nacque,

      La politica fea feconde quelle terre

      con le sue promesse e liquami delle ditte da essa gestite,

      onde non tacque della tua mozzarella alla diossina

      il tg nazionale e quello locale,

      che cantarono fatali la sventura del lavoratore

      campano che baciò la sua petrosa(?)

      terra per andar al Nord a "faticar"

      Tu non altro che il messaggio sul sito avrai del figlio,

      o materna mia terra; a noi prescrisse

      il fato illacrimata perenne fregatura .

      PAOLO PARENTE

      paparente

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  • Con poco stupore ho appurato che la palindromia politica di cui è affetta il nostro paese nella sua più ampia definizione non è altro ancora che un’ennesima citazione, presa stavolta dalla rubrica "lessico e nuvole" del quotidiano "la Repubblica" del 7 Marzo di questo anno - per inciso,richiamante a sua volta un aneddodo montanelliano- appiccicata criticamente, con altre consuete citazioni, all’attuale piccolo panorama politico del nostro paese e stavolta suppostamente resa propria. Spero che il signor Paolo Parente possa dare in futuro una logica più pregnante alle sue " altrui" parole concretizzando le stesse nell’impegno e nella dedizione fattiva al paese piuttosto che nell’esporre sofismi scopiazzati,riscrivere poesie modificandole a mo’ di Grillo (con tanta fantasia da sconvolgere pessimamente il medesimo sonetto foscoliano), canzonette vintage lontanissime dal descrivere più importanti e lontane discussioni. Non abbiamo più bisogno di parole, specie se altrui. Un giovane, suo omonimo.

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    • Caro omonimo è libero di crederci o non crederci pur essendo un "menestrello" o un giullare modello Grillo (scelga lei) io Repubblica NON LA LEGGO da almeno 2 mesi (non è il mio quotidiano preferito). L’articolo da me scritto (nei forum uso le citazioni,tutte quelle che trova le ho scritte tutte io, perchè mi piacciono, ma per gli articoli mi rivolgo ai miei neuroni) è frutto del mio intelletto o della mia deficienza (scelga lei) mentre il rifacimento di "A Zacinto" di Ugo Foscolo è un "menestrellata" d’impeto (riconosco che il mio scrivere a volte sembra quello di Totò e Peppino nella famosa lettera o quello di Troisi-Benigni a Savonarola). Consideri che l’articolo è scritto perchè personalmente credo che io e tanti altri italiani il 13 ed il 14 aprile ci troveremo nei panni di Ponzio Pilato("Io me ne lavo le mani"). Votare è un diritto ed un dovere ma in quest’epoca di declino in stile medioevo dare l’appoggio (voto) ad un partito è essere complici di un "crimine".

      L’attuale classe politica è la PEGGIORE da quando l’Italia è una Repubblica e politici e politicanti somigliano a scribi e farisei:

      "Gli scribi ed i farisei seggono sulla cattedra di Mosè. Quanto vi dicono di osservare, osservatelo e fatelo. Ma non fate secondo le loro opere; perché parlano, ma non fanno. Essi legano infatti fardelli pesanti e insostenibili e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Compiono ogni cosa per essere ammirati dalla gente. Allargano i loro filatteri ed allungano le frange dei loro abiti. Amano posti d’onore nei conviti e i primi seggi nelle sinagoghe. Si fanno salutare volentieri sulle piazze e amano farsi chiamare dalla gente ’rabbi’, ’rabbi’. "

      "Politici e politicanti seggono sulle poltrone di Montecitorio.Vi dicono che bisogna pagare le tasse e loro trasferiscono la residenza a Vaduz. Vi dicono di che faranno politica a sostegno della famiglia e loro si costruiscono più di una famiglia. Vi dicono di evitare gli sprechi e loro fanno comizi cene e cenette a spese del popolo. Vi dicono che bisogna ridurre le auto blu ma loro si aumentano gli stipendi. Amano essere in prima fila, essere acclamati e chiamati onorevoli...ecc.ecc."

      ed io?

      "IO speriamo che me la cavo"

      paparente

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  • Ottimo appunto sottolineare la scopiazzatura da Repubblica, ma la palindromia è anche risultato di mancanza di idee.

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    • scopiazzatura di Repubblica?????? (sono andato per curiosità a vedere questo benedetto articolo, che ripeto, straripeto non avevo mai letto prima...e non ci vedo tutta questa similitudine) palindromia= mancanza di idee????...........

      L’istruzione è cosa ammirevole, ma ogni tanto ci farebbe bene ricordare che non si può mai insegnare quel che veramente vale la pena di conoscere. (Oscar Wilde)

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      • Infatti per far politica bisognerebbe parlare e conoscere i problemi, le aspettative delle persone. Cosa praticamente impossibile se non si frequentano i luoghi di ritrovo (es.bar) del luogo dove si vuole esercitare un ruolo politico, altrimenti si corre il rischio di rappresentare, forse, solo se stessi.

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