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Il dissesto del Comune pende sulla testa dei cittadini

domenica 4 dicembre 2011, di redazione


Grazzanise - La settimana politica appena trascorsa è stata caratterizzata dalle reazioni, per la verità non troppo decise, se si eccettua un volantino del Movimento Senso Civico, alla nota di accompagnamento alla delibera di Giunta n° 135 del 16 nov. 2011 avente per oggetto “Problematiche inerenti il Patto di Stabilità 2011”, vergata dal responsabile dell’area economico-finanziaria del Comune di Grazzanise, dott. Mattia Parente.

Il documento (che si può leggere qui) è un grido di allarme tanto più importante in quanto non è un catastrofismo delle opposizioni né una invenzione della stampa ma proviene dalle stanze dei bottoni di Via Lauro.
Al di là del linguaggio tecnico col quale si cerca di edulcorare il documento, viene presentata impietosamente la reale situazione finanziaria dell’Ente e si prospetta addirittura il dissesto. Vi si afferma, infatti, che per non sforare il vincolo di Stabilità “occorre garantire un saldo di competenza mista pari a +111.54,00 euro”. Per questo si richiede un saldo finanziario di euro 120.000,000 circa da attuare nel 2011!!!
Oltre a ciò si rappresenta che la riduzione dei trasferimenti statali ammonta a 171.998,30 euro.

Il successo dell’azione di rientro è messo fortemente in dubbio dal responsabile dell’area economico-finanziaria, soprattutto per quanto riguarda l’effettivo incameramento delle entrate messe a bilancio.
Al contrario il rispetto del Patto potrebbe avverarsi con due condizioni:
1) Tagli sulla spesa
2) maggiori entrate per accertamenti tributari e da alienazione di beni.
Ma anche su questo aspetto il dott. Parente sembra pessimista sia per quanto riguarda la reale capacità di accertamento dell’evasione (“ipotesi improbabile”) che per l’entità dei ricavi dalla vendita dei relitti stradali.
Resta l’inasprimento delle tariffe, non si sa fino a che punto.

Quali sono le conseguenze del mancato rispetto del Patto?
Sempre secondo l’estensore della nota, oltre all’impossibilità di ricorrere all’indebitamento per nuovi investimenti, di assumere personale, di mantenere al livello attuale le indennità degli amministratori, ecc., il mancato rispetto del Patto porterebbe alla riduzione dei trasferimenti erariali.

Queste condizioni determinerebbero, qualora si verificassero, come tutto lascia pensare, il dissesto del Comune.
Ecco dunque la spada di Damocle che pende sulla testa dei cittadini: il dissesto finanziario, cioè il fallimento dell’Ente che si tradurrebbe da un lato in un taglio completo dei pochi servizi esistenti e dall’altro in un aumento della pressione fiscale.

La nota è anche un duro atto di accusa contro la gestione praticata fin qui dall’Amministrazione e dagli altri responsabili d’ area (“molto spesso, il responsabile del servizio finanziario, si trova a dover prendere atto di decisioni già prese dagli organi competenti, sia a livello politico (con la programmazione affidata a strumenti di finanziamento che, talvolta, possono non concorrere positivamente al rispetto del Patto: mutuo), sia a livello gestionale (quando altri responsabili, nell’esercizio delle loro prerogative, avviano procedimenti di spesa nel merito dei quali il responsabile del servizio finanziario non è legittimato ad intervenire, quindi, ad impedire”).

Vi si legge anche un tirarsi fuori da responsabilità non ritenute proprie, da una logica amministrativa poco rispettosa dei criteri di un sano bilancio.
Non si può non riandare con la mente all’ondata di avvisi di garanzia che hanno coinvolto recentemente l’establishment del Comune tra cui proprio il dott. M. Parente.
Adesso sembra dire basta, da questo momento non si dà più luogo a compromessi o superficialità e ognuno risponde per ciò di cui è responsabile.

frates

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