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Una vicenda dimenticata: il sacrificio del M.llo dei CC Clemente Carlino

lunedì 8 ottobre 2012, di redazione


Grazzanise - Nei giorni scorsi abbiamo raccontato della tragica morte del soldato Giovanni D’Abrosca nella guerra di Libia il cui ricordo è tramandato dalla lapide murata sulla casa natìa.
Questa volta spostiamo la nostra attenzione al centro di Brezza, nella curva presso la chiesa dedicata a S. Martino, dove c’è un palazzo disabitato sulla cui facciata c’è una vecchia lapide scolorita ma non tanto da impedire la lettura. Al di sotto di un bassorilievo che ricorda l’arma dei Carabinieri (si riconoscono il cappello con pennacchio e spalline di alta uniforme) è possibile leggere il seguente testo:

“A CLEMENTE CARLINO
nato in questa casa
che
compiendo tutto il suo dovere
per evitare la guerra civile
morì giovane e baldo
in
Castellammare di Stabia
il XX Gennaio MCMXXI”

Manca la data di apposizione della targa che non deve essere stata troppo posteriore ai fatti.
Nelle poche parole scritte da un anonimo autore è racchiusa tutta una storia. Innanzitutto la casa in questione apparteneva appunto alla famiglia Carlino (le ultime eredi sono scomparse da poco tempo). Ma chi è il personaggio di cui si tramanda la memoria? Clemente Carlino era un maresciallo dei Carabinieri morto in servizio all’età di 40 anni il 20 gennaio 1921 in Piazza Municipio a Castellammare di Stabia.
I fatti si riferiscono all’assalto perpetrato da squadre fasciste al palazzo comunale nel quale erano asserragliati i socialisti che nelle elezioni di un anno prima erano usciti vincitori. In diversi centri erano in atto manifestazioni di forza. Castellammare di Stabia era uno dei rarissimi comuni in cui si era insediata una giunta rossa e questo non poteva essere accettato da un movimento che si espandeva di giorno in giorno e si accingeva a instaurare la dittatura in Italia.
La prova di forza era nell’ordine delle cose ma la scintilla degli scontri fu costituita dalla decisione dei nuovi amministratori di rinominare la piazza del municipio Piazza Spartaco in onore degli spartachisti Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, assassinati due anni prima a Berlino. (Ricordiamo che Spartaco era un gladiatore dell’anfiteatro di Capua che organizzò e guidò la rivolta degli schiavi contro Roma).
I fascisti organizzarono dunque una manifestazione con lo scopo di liberare il Comune dai “sovversivi”. Tra i due schieramenti si posizionò la forza pubblica. Mentre si susseguivano concitate fasi di mediazione ci fu uno sparo e il maresciallo Carlino cadde morto. Da entrambi i fronti cominciò allora uno scambio di colpi e alla fine rimasero a terra sei morti e più di cento feriti. Furono operati più di 150 arresti tutti nel campo di sinistra. Al processo celebrato qualche mese dopo arrivarono solo una quindicina di imputati che uscirono tutti assolti.
Non fu possibile accertare esattamente chi avesse ucciso il maresciallo Carlino anche se qualche ricostruzione storica individua l’assassino in un certo Andrea Esposito detto Raimo, più tardi a capo delle camicie nere stabiesi partecipanti alla marcia su Roma.
Il 20 gennaio 1932, a undici anni dai fatti, avvenne una cerimonia di commemorazione e ottanta anni dopo, nel 2001, i tragici avvenimenti furono ricordati con un convegno e una targa posta nel luogo degli scontri. Al m.llo Carlino fu intitolata anche un’ala del Seminario.
Il militare non lasciò eredi e la moglie signora Silvia Squillante fu internata nel manicomio di Nocera Inferiore.
Col suo sacrificio – scrisse nel 1930 il Commissario capo di pubblica sicurezza Antonio Vignale - scongiurò il sacrificio di altri, poiché la sua fine contribuì a limitare le conseguenze del conflitto, che di certo sarebbero state ancora più luttuose di quelle che furono”.

frates

bibliografia:
http://www.carabinieri.it
http://it.wikipedia.org
http://www.anpi.it
http://www.stabiachannel.it
http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=squadristi3
http://blog.libero.it/STABIA/9782908.html
http://www.lostrillone.tv

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