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Don F. Montesano (6): paura e consapevolezza dell’abisso incombente

domenica 10 gennaio 2016, di redazione


Abbiamo accennato alla grave crisi psicologica di cui è vittima don Francesco, testimoniata dalle minute di missive inviate al Papa. Pur non disponendo di copie definitive non abbiamo dubbi a pensare che esse siano state realmente spedite.
Nonostante il buio che si addensa nel suo animo, don Francesco ha ancora, tuttavia, la lucidità di esaminarsi, di valutare una possibile via d’uscita. “mi è stato detto che per star bene mi necessita forte attività” (da una lettera già pubblicata nell’articolo precedente). Ragion per cui chiede di essere allontanato dalla zona e di essere impegnato nell’Azione Cattolica a Roma: “ottimamente potrei lavorare e rendere nell’Azione Cattolica” (come sopra).
Ritorna sul tema in un’altra lettera:
“Beatissimo Padre
Il sottoscritto Sac. Francesco Montesano di Grazzanise (Caserta) Archidiocesi di Capua umilia alla Santità Vostra la seguente preghiera!
Convinto, dopo le più varie esperienze, che l’Azione Cattolica è , nell’ora che volge, l’opera che in modo supremo, difende gli interessi spirituali delle anime e della Chiesa, il sottoscritto intende mettere a disposizione di Essa tutta intera la sua attività e tutti i suoi mezzi.
Il sottoscritto ha già consegnato in data 29 Febbraio 1953 un suo esposto alla Suprema Congregazione del S. Ufficio e alla S. Congregazione del Concilio perché fosse accontentato in questo suo desiderio. Ma xxx bene rivolgere direttamente alla Santità Vostra perché più direttamente fosse compresa l’ansia del suo cuore sacerdotale.
Fiducioso d’essere creduto, genuflesso implora paterna benedizione.
Sac. Montesano Francesco
Archidiocesi di Capua”

Don Ciccio ha sempre lo stesso cruccio, la stessa agitazione, la stessa richiesta, quella di essere aiutato, la stessa delusione, non aver trovato ascolto. La grafia delle sue carte, confusa, con molte correzioni, a volte incomprensibile, parla più chiaramente delle sue parole e le sue parole sono macigni. E’ tutto un grido d’aiuto, una richiesta di soccorso per evitare di cadere in un “errore terribile”. Si percepisce l’idea di un atto estremo. C’è paura e consapevolezza dell’abisso che si profila all’orizzonte e ancora abbastanza disperata lucidità per impetrare soccorso all’ultima, definitiva istanza, la guida suprema, visto che fino al momento attuale le sue richieste non sono state prese in considerazione dalla gerarchia locale. La bozza seguente è molto confusa, con correzioni, tagli, sovrapposizioni.

B. Padre
Tramite i mons. Punzolo e Travia, feci pervenire nelle Tue Sante Mani una mia lettera, con la quale esponevo mie speciali condizioni psichiche e paritempo facevo una morale, lecita richiesta per essere spiritualmente aiutato. Che detta lettera fosse stata presa in considerazione apparve mirabili modo dal fatto che immediatamente fui chiamato dalla Mons. Luigi PunzoloSegreteria dell’Arcivescovo di Capua. Ma è venuto fuori finalmente anche scoperto dal comportamento del mio Vescovo da come sono da questi valutato. Poiché è il suo agire Il quale finalmente ha fatto scoprire comprendermi che tutto era è finzione nei miei riguardi dal solerte a blande parole. Seppure scrutando in me, non so trovare una la ragione di tale agire verso di me.
Santo Padre, essendo invece stato compreso dal Tuo Animo tramite la Segreteria, chiedo che si riesamini la mia lettera.

Infine un testo più lungo che riassume e completa i precedenti già pubblicati e, come quelli, scritto con una grafia difficoltosa, con repentini intoppi a indicare un grande coinvolgimento, e inceppamenti e tremolii per un inconscio malessere legato alla tensione. Anche questo scritto è senza data e come tutti gli altri è una “brutta copia”, un abbozzo di quanto è stato molto probabilmente inviato:

Beatissimo Padre
Pieno di fede e di speranza, con la convinzione d’essere ben compreso, umilio alla Santità Vostra la seguente preghiera.
Ho fatto da tempo a due alti prelati della Curia romana una sincera e dettagliata esposizione delle speciali circostanze di fatto che rendono la mia permanenza ulteriore in diocesi oltremodo difficile.
Sono ancora giovane e pieno di buona volontà per lavorare per il bene delle anime e per l’onore della Chiesa.
Ma dove fino a questo momento ho vissuto è venuta a crearsi una situazione tale dovuta a incomprensione di qualche mia attività, per cui, oltre a sentirmi amareggiato e ferito nella mia missione sacerdotale, vedo che sono oramai impossibilitato a compiere qualsiasi lavoro proprio ed esposto a molti pericoli perché mi sento anche abbandonato a me stesso dai miei superiori, ai quali invano ho aperto con tutta sincerità e confidenza di figlio il mio cuore. Né debbo nascondere che anche da parte dei nemici del bene non mancano allettamento e promesse, ma con la grazia di Dio le ho sempre respinte.
Le condizioni del mio sistema nervoso, per le troppe difficoltà incontrate, mi mantengono in xxx.
Mi necessita quindi un lavoro sacerdotale, che mi tenga occupato, che non mi consenta un sol minuto di riposo, lontano dalla mia zona.
Ottimamente potrei lavorare e rendere nell’Azione Cattolica.
Sento che col passare del tempo la mia strada si oscura sempre più e temo di non riuscire più a sopportare un così ingiusto sacrificio, che mi spingerà inesorabilmente verso l’abisso.
Visto, con la grazia di Dio, nella Santità vostra l’unico raggio di sole che possa apportare luce e calore al cuore mio, che si trova molto agitato, a Voi, Padre Santo direttamente rivolgo la mia preghiera, fiducioso d’essere esaudito. Genuflesso imploro paterna benedizione.

La conferma, finalmente, che queste suppliche sono state realmente inviate ci viene da alcune lettere ricevute nel 1953 e 1955.
Il 26 maggio 1953 Mons. Luigi Punzolo si lamenta dell’evasività e genericità degli scritti del Montesano:

Roma, 26.V.53

Caro Montesano
Invece delle tue due letterine brevi, vaghe ed imprecise, mi sarei aspettato di ricevere una dettagliata relazione delle concrete proposte ricevute dal tuo Ecc.mo Superiore e del come avresti saputo iniziare il tuo nuovo lavoro.
Senza questi dati è impossibile giudicare della ragionevolezza e fondatezza delle tue generiche lagnanze.
Non si può pretendere di trattare cose tanto importanti sulla base di frasi evasive ed astratte. Se non mi dai fatti documentati ed esatti, non ti puoi certo lagnare che le cose restano come sono!
Vogliami bene. Sii calmo e sereno. Confida solo nel Signore il Quale, in fine, solamente dobbiamo servire con fedeltà indefettibile anche a costo di sacrificare le nostre idealità ed aspirazioni più giuste e care.
Ti saluto caramente e ti prego di ricordarmi nella Santa Messa.
Aff.
Sac. Luigi Punzolo

Tre giorni dopo, il 29 maggio don Francesco riceve un’altra lettera dallo stesso monsignore con intestazione della Segreteria di Stato di Sua Santità, all’epoca Pio XII:

29.V. ‘53
Caro d. Francesco
Come già ti ho scritto a Grazzanise, finché non mi farai una relazione esatta [come] mi avevi promesso delle proposte che il Vescovo ti [ha] fatto, del come tu hai iniziato il nuovo lavoro e quali sono le difficoltà che non ti rendono contento, non saprei proprio che cosa riferire ai superiori, che già raccomandarono personalmente e molto calorosamente il tuo caso all’Ordinario.
Quali sono in concreto le tue lagnanze? Di tutto ciò neppure un cenno vago nelle tue lettere!
Sii buono, calmo e mantieni il tuo spirito nell’ordine sopra[nnaturale] sotto lo sguardo benevolo del Signore, che vuol premiare la tua sottomissione, ubbidienza e spirito di sacrificio!
Tuo aff.mo
Sac. L. Punzolo

Infine c’è un riscontro ufficiale proveniente proprio dalla Segreteria di Stato:

Vaticano, 10 Maggio 1955
Segreteria di Stato di Sua Santità
N° 348010

La SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITA’ comunica al Rev. Sac. Francesco Montesano che la supplica da lui diretta al Santo Padre il 16 marzo u. s., è stata rimessa, per competenza, alla S. Congregazione del S. Offizio, dalla quale pertanto potrà pervenirgli qualche comunicazione.

frates

In alto: Mons. Luigi Punzolo in una foto di gruppo tratta da ’Il Nuovo Giornale’ di Piacenza del 29 marzo 1958, riportata sulla pagina giorgiozanetti.ca/zio_monsignore/carlo_martini.html

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