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Bonifica della ex Pozzi, il Comitato per l’Agro Caleno sempre vigile

sabato 2 settembre 2017, di redazione


Calvi Risorta (Ce). La bonifica dei siti inquinati, delle discariche abusive e dei resti di roghi di ogni tipo rappresenta una delle priorità di ogni comunità in lotta per la difesa della propria salute e della propria terra. In particolare, come comunità dell’Agro caleno, ci battiamo ormai da anni per la bonifica della ex Pozzi, l’area industriale dismessa ormai al centro della nostra iniziativa e delle nostre rivendicazioni. Sin dal primo momento, abbiamo sostenuto la necessità e l’urgenza di intervento rispetto alla vergogna di una delle discariche abusive più grandi d’Europa. Intervento che deve avvenire nella massima trasparenza e sotto il vigile controllo popolare di chi vive, lavora e cresce sul territorio.

Da subito siamo stati chiari: dopo aver impedito l’insediamento di ulteriori impianti inutili e dannosi (come la centrale a biomasse di Iavazzi) avremmo preteso la restituzione dell’area agli abitanti dell’Agro caleno e la bonifica definitiva senza possibilità di speculazioni. In particolare, non accetteremo che le operazioni di bonifica si trasformino, come spesso accaduto in Italia, in occasione di drenaggio di risorse pubbliche nelle tasche di affaristi vecchi e nuovi, per poi lasciare problemi irrisolti come amara eredità alle generazioni future. È proprio in virtù di queste considerazioni che, rispetto alla paventata gestione della fase di “messa in sicurezza, caratterizzazione ed eventuale bonifica” della ex Pozzi da parte di Invitalia, abbiamo espresso la nostra netta, chiara e inequivocabile contrarietà. Siamo stati da sempre espliciti sulla nostra richiesta di favorire un processo che veda protagoniste le comunità locali, i movimenti di lotta e i comuni caleni. Una richiesta che non riteniamo secondaria né negoziabile, né che possa insomma essere posta in subordine a misere considerazioni di bottega, a micro equilibri da pseudo politica, ai desiderata di grandi e piccoli peones. Restiamo sorpresi, per queste ragioni, di fronte alle dichiarazioni, pervenute a mezzo stampa, del sindaco di Calvi Risorta Giovanni Lombardi.

Il primo cittadino ha infatti ammesso candidamente, dalle colonne de Il Mattino, di non poter accettare la proposta del suo omonimo di Sparanise (costituire una associazioni di scopo tra i due comuni al fine di porsi come enti attuatori delle operazioni) in quanto all’interno della attuale maggioranza esisterebbe una componente orientata a consegnare le chiavi della bonifica nelle mani proprio di Invitalia.

Una (non) presa di posizione che riteniamo grave, innanzitutto, per essere emersa solo in seguito a sollecitazioni da parte della stampa e non per iniziativa spontanea del sindaco il quale, è bene ricordarlo, ha più volte e pubblicamente dichiarato il contrario. Il 4 agosto, durante una iniziativa pubblica in cui il Comitato ha diffuso la propria piattaforma rivendicativa e lanciato la mobilitazione generale del prossimo 7 ottobre, non solo il sindaco Lombardi ha ripetuto di essere a lavoro per mantenere sul territorio il controllo delle operazioni propedeutiche alla bonifica ma ha anche assunto l’impegno, non mantenuto, di pubblicare i risultati delle analisi delle acque in possesso del Comune di Calvi. Ebbene, dopo poco meno di un mese, non solo le analisi non sono state pubblicate ma ci tocca scoprire dalla stampa quanto sopra riportato. Convinti che esistano ancora spazi per un confronto sereno e responsabile, invitiamo il sindaco Lombardi a impedire il prevalere di considerazioni che non siano quelle del bene comune, della comune battaglia per la salvaguardia del nostro territorio.

Per parte nostra, garantiamo ogni disponibilità al confronto, rimanendo tuttavia fermi sulla nostra convinta posizione di rigetto dell’ipotesi Invitalia. La nostra lotta non conoscerà tregua in nessun caso, mai saremo disposti a rinunciare al nostro percorso di dignità che, negli anni, è stato capace di consegnarci vittorie storiche e avanzamenti concreti a fronte di una politica istituzionale storicamente collusa, spesso inerte.

Comitato per l’Agro Caleno.

 


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