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domenica 1 giugno 2025, di redazione
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E’ fresco di stampa (febbraio ’25) l’ultimo lavoro storico di Francesco Nuzzo dal titolo “Sui ponti di Cancello Arnone, storia, ricordi, pensieri”, pubblicata da Fratelli Capone con patrocinio del Comune nella persona del Sindaco Raffaele Ambrosca che ne ha scritto la presentazione.
Il volumetto, che è in attesa di essere presentato al pubblico, si apre con un bellissimo frammento tratto dalle Confessioni di S. Agostino, a significare il legame di affetto del magistrato per la sua terra.
Nella preliminare Avvertenza l’Autore, modestamente, attribuisce il suo lavoro alla gente di Cancello Arnone, da cui ha attinto ‘notizie, spiegazioni e documenti’, non tralasciando di ringraziare particolarmente quanti lo hanno aiutato nelle ricerche.
L’attenzione è subito rivolta ai collegamenti realizzati nel tempo tra le due sponde del Volturno, tra le due frazioni di Cancello e di Arnone, a lungo separate eppure intimamente unite da vincoli di sangue e di amicizia. I fiumi dividono e i ponti uniscono. Di essi v’è necessità assoluta soprattutto nei casi come questo, in cui due realtà si guardano da una sponda all’altra. Il tema precede sorprendentemente l’appello del nuovo Papa Leone XIV a costruire ponti.
F. Nuzzo parte da un’agile disamina dei ponti dall’Antichità all’Ottocento, con precisi riferimenti storico-letterari, fino a quando le autorità del posto, Sindaco e Parroco, fanno passi presso l’Intendente perché si provveda alla costruzione di un ponte stabile in sostituzione di quello di legno, soggetto a frequenti distruzioni in occasione delle piene del Volturno.
L’Amministrazione del tempo, il 1875, dà incarico all’ingegnere locale Sebastiano Tessitore, studioso di idraulica e professore presso la Regia Scuola d’applicazione per gli Ingegneri di Napoli, di progettare un nuovo ponte. Lo scienziato si mette all’opera e produce quanto gli si chiede, ma la burocrazia è lenta! Passano gli anni e il progetto viene accantonato a causa delle interferenze dell’Ufficio delle Bonifiche che ha un proprio programma.
Le discussioni e le polemiche tecniche vanno avanti e il libro di Nuzzo le segue puntualmente, con particolare chiarezza, nonostante la riconosciuta, da lui, oscurità di alcuni documenti che gli fanno temere il fastidio del lettore.
Il progetto del Tessitore, ponte sospeso, più o meno del tipo di quello a cavallo del Garigliano, è alternativo a quello dell’ing. Diego Dura, che si basa su travata metallica poggiante su spalle in muratura. L’opera dell’ingegnere cancellese è approvata nel 1892 ma passano ancora due anni prima dell’inizio dei lavori. Tuttavia vengono subito contestate delle irregolarità di esecuzione. Interruzione e dispute giudiziarie. Si arriverà al 1906, a trenta anni dalla richiesta del Comune, per vedere finalmente la costruzione del ponte, non quello del Tessitore ma quello a travata metallica del Dura.
Ma anche il destino di questo ponte è segnato perché sarà abbattuto nel 1943 dai tedeschi in ritirata allo scopo di rallentare l’avanzata degli Alleati. I quali, nel frattempo, hanno ideato e realizzato dei moduli componibili grazie agli studi dell’ing. Bailey, che permettono di installare un ponte in breve tempo. Tale struttura rimarrà in sede fino al 1951 quando sarà spostata a Grazzanise-Brezza dopo la costruzione del nuovo ponte Garibaldi, quello che tuttora permette alle due frazioni di Cancello e Arnone di costituire un corpo unico.
Il libro, grazie all’accennata chiarezza espositiva, si fa leggere agevolmente e con interesse. Se ne apprezza il concetto di fondo, l’esigenza economica, commerciale ma soprattutto psicologica e simbolica del ponte, di tutti i ponti. L’excursus delle varie traversie, dei progetti in campo e delle polemiche tra i vari corpi dell’amministrazione pubblica non è un racconto arido, al contrario rende con spigliatezza il succedersi delle vicende.
Oggi le due parti del Comune sono un tutt’uno, costituiscono, grazie al ponte, un unico organismo abitativo e umano, non c’è più separatezza e tanto meno battaglie con le pietre tra cancellesi e arnonesi. Semmai, v’è da dire che questo manufatto è diventato, a sua volta, insufficiente per il traffico attuale, soprattutto per quello pesante, causa di disagi di non poco conto per tutto il paese e avrebbe bisogno di una alternativa, di un by pass, per rendere il flusso più scorrevole e accettabile.
In conclusione, F. Nuzzo ha trattato un argomento inconsueto per questa parte di territorio, rappresentandone il significato profondo per la vita delle due frazioni, con un racconto qua e là punteggiato di osservazioni e ricordi che richiamano nostalgicamente echi del tempo che fu.
frates