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Accademia Palasciania: A Vanna Corvese quest’autunno il Premio Palasciano-Bellofiore

mercoledì 12 agosto 2026, di redazione


È stato già deciso nel 2025 a chi conferire il Premio Palasciano-Bellofiore per la Letteratura 2026: a Vanna Corvese che, secondo il nostro umile giudizio, più d’ogni altra poetessa è meritevole del titolo – ufficiale o ufficioso che abbia da essere – di "Regina Poetarum" di Terra di Lavoro, e che un anno fa ha tagliato il glorioso traguardo dei novant’anni. Così come nel 2022 avevamo onorato – pur se non con un premio ma una semplice lezione – i novant’anni di Giuseppe Centore, "Rex Poetarum" della nostra provincia, ci è venuta naturale l’idea di onorare quelli di Vanna Corvese, pur dovendo aspettare l’autunno successivo per la relativa matinée d’onore (una puntata speciale del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla», in data da definire).

Il perché del ritardo d’un anno è presto detto. Nel 2025 l’Accademia aveva appena istituito – in onore di Ferdinando Palasciano (1929-1995) ed Eleonora Carmelina Bellofiore (1933-2016) – il Premio Palasciano-Bellofiore per la Letteratura, che in quella prima edizione era da assegnare a Wanda Marasco in virtù dell’appena edito romanzo «Di spalle a questo mondo», massimo omaggio letterario finora rivolto alle figure di Ferdinando Palasciano (1815-1891) e della sua consorte Olga Vavilova (ca. 1830-1904).

Ecco quindi stabilito di premiare Vanna Corvese nel 2026. E premiarla in virtù non tanto della sua più recente opera edita – «Come un’arancia dolce», testo straziante e meraviglioso ma fuori dei termini di tempo per quest’edizione del Premio – quanto dell’intera sua carriera nel campo della poesia. Sia come autrice, sia come formatrice: si è infatti dedicata non solo alla composizione del suo corpus letterario, ma anche all’organizzazione di laboratori dove la pratica della scrittura poetica si è fatta strumento di condivisione intergenerazionale e riscatto sociale, esperienza completata dalla pubblicazione di volumi collettanei.

Con questo Premio, umile quanto a simboli tangibili (poche parole incise su una targa) ma mosso da purezza d’ideali, la nostra antiaccademica Accademia intende celebrare la vita esemplare di una delle voci più limpide della poesia italiana contemporanea, e testimoniare l’impronta che la sua opera – fatta di riverberanti memorie e d’un nitore lirico senza tempo – imprime e imprimerà nello spirito di chiunque ricerchi intorno a sé, per in sé rispecchiarla, la luce dell’autentica bellezza, che al suo nucleo è tutt’uno con il bene.

Co. Sta.

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