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Da Napoli a Ferrandelle un’unica menzogna

venerdì 22 maggio 2009, di redazione


I rifiuti di Napoli sono spariti per consentire lo spot berlusconiano intitolato "l’emergenza rifiuti è rientrata". Menzogne, i rifiuti di Napoli sono finiti sotto il tappeto chiamato Ferrandelle, in una discarica immensa a cielo aperto piantonata dai militari come sito strategico. Ma le bugie a volte hanno le gambe corte, anzi cortissime, ed il 13 maggio un blitz notturno di Lega Ambiente filmava l’enorme scempio e disastro ecologico. I media ovviamente hanno silenziato la notizia arginando i danni per il governo. Italia dei Valori, nella persona del sottoscritto, ha depositato subito un’interrogazione parlamentare a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (n. 4- 03033) con oggetto: "Rifiuti tossici a Santa Maria la Fossa (NA) ", che sotto riporto.

On. Domenico Scilipoti

Testo dell’intervento

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Premesso che:

informazioni e notizie dettagliate, provenienti anche da qualificati organi di stampa, evidenziano che in località Ferrandelle, ricadente nel territorio del Comune di Santa Maria La Fossa in provincia di Caserta, un terreno di complessivi 60 ettari circa sarebbe attualmente utilizzato quale discarica di materiali e rifiuti di vario ordine, natura e misura;

più in dettaglio dei complessivi 60 ettari dell’area, 40 apparterrebbero direttamente al patrimonio del demanio militare, mentre i restanti 20 sarebbero invece frutto della confisca di bene appartenuto e/o comunque di pertinenza della famiglia del boss Francesco Schiavone, meglio noto con l’appellativo di Sandokan.

Il Comune di Santa Maria la Fossa avrebbe siglato tempo addietro un accordo con il ministero dell’Interno per la nascita, nell’area in oggetto, di una fattoria sociale affidata ad uno specifico consorzio al fine di favorire la realizzazione di un’attività di commercio di prodotti tipici.

Sebbene fossero già stati avviati i primi lavori per dar corso all’iniziativa di cui sopra, il terreno veniva requisito, in piena emergenza rifiuti, tramite atto delle competenti autorità e/o per iniziativa del Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. Detto terreno, che è bene segnalare, insiste significativamente in una zona ad alta densità criminale tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise, veniva, dunque, di fatto destinato all’utilizzo improprio di comune discarica.

L’area in questione, completamente recintata di diversi ettari, si trova attualmente sotto stretta sorveglianza e ne risulta inibito l’accesso perché formalmente sito di interesse strategico nazionale.

Attraverso un blitz dimostrativo curato da attivisti dell’associazione ambientalista denominata «Legambiente» si è evidenziata in loco la presenza di una montagna spropositata di rifiuti ammassati disordinatamente e senza alcun controllo, verosimilmente provenienti da tutto il territorio della Regione Campania; l’ammasso incontrollato di rifiuti, circa un milione di metri cubi in luogo degli iniziali 90 mila metri cubi inizialmente previsti, suscita ragionevole preoccupazione nella popolazione limitrofa residente, a causa dei possibili danni sanitari e ambientali a cui si trova inopinatamente esposta. Suscita in ogni caso perplessità l’accumulo di materie di per sé diverse, che dovrebbero in seguito venire separate per poter poi essere utilizzate negli inceneritori - termovalorizzatori che dovrebbero operare nella zona di riferimento.

Ciò premesso, intendiamo sapere:

 quali siano le notizie in possesso del Governo e dei Ministri competenti sullo stato attuale dei luoghi e sulla natura dei rifiuti ivi presenti;

 se risulti vero che nell’area in questione sia presente un disordinato accumulo di rifiuti, di quale ammontare complessivo esso consti e in che misura esso abbia, eventualmente, sforato il quantitativo previsto dalle autorizzazioni in corso;

 se sia prevista la successiva bonifica del terreno e/o comunque a quale utilizzo esso venga destinato nell’immediato futuro;

 quali azioni, interventi e misure nell’ambito delle rispettive competenze, si intendano intraprendere per garantire il diritto alla salute della popolazione residente.

fonte: www.politicamentecorretto.com

 


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