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Quando il clientelismo è la soluzione

sabato 28 novembre 2009, di Giuseppe Tallino


Politica? L’ufficio interinale del terzo millennio. Politico? Essere umano, solitamente di sesso maschile, che suole adoperare un’arma impropria, denominata clientelismo , atta ad elargire ‘“ piaceri e lavoro ”’ in cambio di voti. Frasi presuntuosamente induttive, massificanti e banali. Ma anche popolari (non demagogiche) e totalmente riscontrabili nella fattispecie locale.

Tenendo atto delle precedenti definizioni: POLITICA e POLITICO sono degni di riprovazione? Eticamente si. Ragionando e ammirando la tragica realtà territoriale, no.

Scandalizzarsi? No: è un dato di fatto che etica e politica sono oggi più che mai inconciliabili. Il politico deve elevarsi a dispensatore, ripeto, di ‘“ piaceri e lavoro ”’ per sopperire al fallace sistema meridionale. Un sistema non meritocratico ma superato e ambiguo. Un sistema ereditato da precedenti dinastie amministrative amanti e praticanti della ‘“politica dei portoni”’ Rinunciando alle massime classiche che esaltavano e praticavano la ragion di stato morale, adoperando codici machiavellici, siamo costretti ad accettare il clientelismo come unico palliativo (dotato di pericolose controindicazioni) capace di procurare sollievo alle migliaia di persone che sguazzano tra i loro innumerevoli e quotidiani problemi.

Chi dona il proprio voto in cambio di lavoro è assolvibile. (Sempre generalizzando) La gente è costretta a farlo.

- Non è assolvibile ma degno di rimprovero chi sfrutta e illude i “ LAVORO-BISOGNOSI ” rifilando loro impieghi di “durata elettorale”.
- Non è assolvibile ma degno di rimprovero chi se ne infischia della cassa comunale bandendo concorsi ( magari qualora ci fosse bisogno anche annullandoli) per assumere con tattico “ turnover ” ragazzi (perlopiù inesperti ed inutili alla causa) destinati all’aiuto di un corpo più volte umiliato.
- Non è assolvibile ma degno di rimprovero chi spudoratamente abboffa di incarichi (ben remunerati) una striminzita elite disinteressandosi dei tantissimi altri LAVORO-BISOGNOSI.
- Non è assolvibile ma degno di rimprovero chi platealmente falsa concorsi (con poca nonchalance) per far sbucare dal nulla vincitori prestabiliti ante-tempora.

Il politico ha un arma: il clientelismo. Come ogni arma è capace di produrre sia del bene sia del male, proprio come un comune martello: buono per costruire case ma anche per rompere teste. La funzione dell’arma è determinata dal personaggio che la manipola.

Realistici e disillusi siamo disposti a rinunciare ai sogni di etica e moralità in cambio di un Veltro capace di rappresentare l’Istituzione a servizio di tutti, ma non a disposizione dei pochi?

Giuseppe Tallino

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