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Padre F. Monticelli si accinge a lasciare la guida della parrocchia dell’Annunciata dopo 23 anni di missione

sabato 23 maggio 2020, di redazione


Quando arrivò a Grazzanise per guidare la parrocchia dell’Annunciata dopo la morte di don Salvatore Gravina, avvenuata il 5 dicembre 1997, padre Francesco A. Monticelli rappresentò una novità dirompente. E non poteva essere altrimenti con il nome, anzi i nomi, che porta. I suoi modi di fare e di rapportarsi con gli altri, diretti e schietti, il suo rifiuto di ogni prezzario per le cerimonie religiose ma, viceversa, le sue richieste di aiuto per le iniziative che subito cominciò a mettere in campo soprattutto a favore dei giovani, i progetti, alcuni realizzati, altri no, per arricchire le strutture aggregative di cui il paese aveva ed ha estremo bisogno, e, non ultimo, l’impegno a favore delle persone disagiate, aprirono una breccia nelle abitudini cristallizzate del clero locale. Tutto ciò con l’unanime riconoscimento che non si è mai approfittato di un soldo.

Le precarie condizioni di salute degli ultimi tempi - rivelano fonti degne di fede - lo avrebbero costretto a rassegnare le dimissioni, accettate, a quanto pare, da S. E. l’Arcivescovo Mons. Visco, e si vocifera già sulla sede del suo ritiro. Il pensiero corre con incredulità a ritroso nel tempo cercando di ricordare tutto quello che la sua intensa attività ha fatto per la parrocchia e, sotto certi aspetti, per il paese.
Ci vengono in mente alcune cose tra le tante:
*L’acquisizione di un immobile con i fondi della CEI per realizzare il ‘Centro Incontri Fondazione S. Francesco’;
*la sistemazione della chiesa dell’Annunciata;
*la realizzazione dell’Oratorio nell’ex asilo infantile, annesso alla chiesa e messo a disposizione di chiunque chiedesse di utilizzarlo, gruppi, associazioni, anche partiti (attirandosi per questo diversi fulmini);
*la realizzazione dei campetti ‘S. Massimiliana’, ritrovo per piccoli e grandi con attrezzature sportive e ricreative;
*il restauro della cappella della Madonna dell’Arco;
*l’impulso dato alle attività dell’Oratorio e alle iniziative giovanili non necessariamente della parrocchia;
*il grande impegno a favore delle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto;
*l’azione diuturna, discreta e silenziosa, a favore delle famiglie più povere.
Un altro progetto, in un certo senso grandioso per questo paese, un ‘Progetto per crescere’, avviato ma purtroppo non giunto in porto, prevedeva la costruzione di un auditorium con annessi spazi sportivi tra cui una pista di atletica.

Non ci addentriamo in questioni ecclesiastiche che non sono di nostra competenza, anche se avvertiamo che ha sgrossato riti e abitudini radicate, ma dal punto di vista sociale ci sembra che, a guardare bene certe iniziative, abbia fatto per Grazzanise più questo umile monaco che la politica. E il paese dovrebbe essergliene riconoscente.
In ogni caso, buon riposo, padre Francesco!

frates

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