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Nella Piazza del Borgo Appio

Problemi degli allevatori bufalini: il punto della situazione

Manifestazione della LAB con la presenza di Carlo Taormina

sabato 27 settembre 2008, di redazione


Grazzanise - E’ iniziato con un minuto di silenzio in memoria dei tre agenti di polizia uccisi ieri in due diverse situazioni il raduno degli allevatori bufalini al Borgo Appio in occasione dei cosiddetti ‘Stati generali del comparto lattiero caseario’ organizzati dalla LAB (Lega allevatori bufalini).
Davanti a circa un centinaio di allevatori hanno preso la parola l’avv. Raffaele Ambrosca, presidente della LAB ed ex sindaco di Cancello ed Arnone, il prof. Luigi Esposito, del Dipartimento di scienze zootecniche e ispezione degli alimenti presso l’Università Federico II di Napoli, il dott. Giuseppe Bruni, osservatore per conto del Ministro delle politiche agricole, Zaia e l’avv. Carlo Taormina.

L’appuntamento è stato organizzato per informare la platea degli allevatori sulla situazione che vede coinvolte decine di aziende a rischio di abbattimento degli animali a causa della brucellosi. L’unità di intenti di tutti gli allevatori è stata invocata da Ambrosca nel suo intervento quando ha affermato che “la Lab non sostituisce le associazioni di categoria a cui sono iscritti gli allevatori” ma vuole essere supporto e informazione per tutti, invitando coloro che non l’avessero ancora fatto a ritirare la modulistica per richiedere la visita dei veterinari. Ha contestato, poi, il sistema delle analisi, “imperfetto”, che ha portato all’abbattimento di circa 40000 capi bufalini e ha lamentato che malgrado le assicurazioni del commissario Cozzolino, i soldi promessi non si vedono. “Il commissario, ha detto, non ha la capacità economico-finanziaria per far fronte agli indennizzi”.
Infine si è soffermato sulle linee guida dell’associazione, cioè abbattimento degli animali sulla base di “certezza e selettività”, bontà del latte, vaccinazioni a tappeto, diritto alle tre analisi.

A sua volta il prof. Esposito ha svolto un intervento più tecnico, spiegando come avvengono le analisi del sangue prelevato dagli animali e rilevando come ci sia differenza tra le modalità seguite in Lombardia e in Campania, sottolineando come in Lombardia tutto avviene sotto la supervisione dell’Associazione Italiana Allevatori. Qui da noi, invece, si tende a risolvere i problemi isolatamente. “Non si può pensare di lottare da soli fuori dalle istituzioni”, ha affermato. Ha consigliato poi gli allevatori a prestare particolare attenzione a due momenti importanti per la trasmissione del batterio, il parto e la mungitura e ha concluso il proprio intervento lamentando le difficoltà incontrate da ricercatore nell’acquisizione dei risultati delle indagini, in quanto nessun organo interpellato ha risposto alle sue richieste.

Dopo il saluto del dott. Bruni che ha ribadito di essere presente nella veste di osservatore, è stata la volta dell’Avv. Taormina, il cui intervento era molto atteso vista la notorietà del personaggio. Egli ha ripreso alcune affermazioni del prof. Esposito circa la bontà del latte pastorizzato dichiarando che la campagna di abbattimento ( iniziata dal decreto del ministro L. Turco che "per questo è stato denunciato", ha affermato) non ha alcuna giustificazione scientifica.
Ha poi sottolineato che i piani di eradicazione della brucellosi sono anche i piani della Lab, soltanto “si vuole che le cose si facciano in sintonia con gli allevatori”. A questo punto ha rivendicato con forza l’azione svolta nell’ambito della legge, unici alleati i carabinieri e la magistratura. “Diciamocelo con franchezza, ha detto, ci sono istituzioni e istituzioni, poteri e poteri, noi abbiamo avuto tutte le esperienze perché abbiamo avuto l’altalena dei provvedimenti, una volta si e una volta no, senza una ragione specifica a fondamento del sì o a fondamento del no. Dipendeva dal politico di turno che preferiva tutelare non gli interessi degli allevatori bufalini onesti ma gli interessi di chi onesto non era, di chi aveva avuto collusioni con pubblici amministratori infedeli o con le organizzazioni camorristiche. La Lab ha rifiutato la protezione della criminalità organizzata e anche quando nei giorni scorsi è arrivato qualcosa, noi abbiamo avuto due alleati: i Carabinieri e la Magistratura di S. Maria CV. La Procura di S. Maria CV ha dato la svolta sequestrando 15000 capi.
Che sta succedendo?
, si è chiesto. C’è un grande disegno, attraverso l’importazione di latte dai paesi dell’est, che punta a scacciarvi dal mercato imponendo prezzi concorrenziali… L’inchiesta apparsa su Repubblica di oggi "dimostra che abbiamo colto nel segno. Noi abbiamo detto ai magistrati di S. Maria CV i caseifici che sono in mano alla camorra, quali sono gli amministratori infedeli, quali sono i politici che reggono le fila di questa grande operazione".
Avviandosi alla conclusione, Taormina ha elencato tre obiettivi da perseguire: ritiro del provvedimento del ministro Turco, abbattimenti in accordo con le esigenze della stalla, riforma del consorzio per il controllo della mozzarella campana in cui la componente dei caseifici (66%) è maggioritaria e fa sì che il controllore coincida con il controllato.

Durante i lavori ha rivolto un breve saluto anche il sindaco di Grazzanise, dott. E. Parente.

Sotto un bel sole settembrino si è così concluso questo appuntamento, che appare ancora interlocutorio. Si è parlato più di obiettivi che di risultati raggiunti. Tuttavia fare il punto della situazione consentirà, forse, un’azione più proficua nel prossimo futuro.

frates

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