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Nuroll, l’amministrazione crei un tavolo di concertazione istituzionale

sabato 10 dicembre 2011, di redazione


Pignataro M. - E’ da oltre un anno che gli operai della Nuroll lanciano il loro grido d’allarme per il timore che la nuova proprietà possa ridimensionare lo stabilimento di Pignataro Maggiore con una lenta agonia, che lo porterebbe ad essere poco competitivo sul mercato.
Non è la prima volta che le multinazionali mascherano da operazioni industriali mere speculazioni finanziarie e temiamo, alla luce di quanto leggiamo sui pochi giornali che ancora tengono alta l’attenzione su questa realtà, che ci si possa trovare in una situazione simile.
Prima delle elezioni fu l’allora opposizione, guidata dall’attuale Sindaco Cuccaro, a chiedere che il problema venisse affrontato in un Consiglio Comunale aperto, durante il quale l’allora Sindaco Giorgio Magliocca comunicò di aver chiesto ed ottenuto un tavolo di concertazione tra azienda, la Prefettura, i lavoratori e lo stesso Comune.
Dopo le elezioni nulla è cambiato alla Nuroll, come testimonia lo sciopero di 8 ore che si è tenuto pochi giorni fa. Ma durante la campagna elettorale si mostrò tanto sensibile, oggi ignora cosa sta accadendo in via del Conte.
E’ forse perchè ormai il fatto non può più essere sfruttato a scopi propagandistici elettorali?
Chiediamo all’assessore alle attività produttive Giorgio Vito, ad oggi assente ingiustificato, e a tutta la giunta di farsi carico del problema delle 100 famiglie della Nuroll, portando di nuovo la discussione in un Consiglio Comunale aperto, alla presenza dei lavoratori e di una rappresentanza dell’azienda. Chiediamo alla maggioranza consiliare, ad oggi superficiale sul problema lavoro, di dare seguito a quanto iniziato dalla precedente Giunta e presenziare ad un tavolo di concertazione tra gli enti menzionati in precedenza.
Ci stupiamo che quest’amministrazione di centrosinistra, targata Cuccaro, che dovrebbe rappresentare la classe operaia, si sia distinta per aver buttato in strada 4 lavoratori assunti a tempo determinati, il cui contratto andava rinnovato, si stia adoperando per buttare in strada altri lavoratori della Pignataro Patrimonio, e si disinteressi di ben altri cento posti di lavoro a rischio nel nostro territorio. Ci stupiamo dell’indifferenza, della superficialità e del silenzio di quei membri della maggioranza che da sempre si sono dichiarati di sinistra e a parole si sono sempre schierati vicino alle problematiche dei lavoratori.
Ma capiamo il loro imbarazzo: al “padre padrone” mai dire di no.
E’ proprio il caso di dire, con loro Pignataro non sta svoltando. Si è arrestata al bivio!

Il Responsabile della Giovane Italia
Mario Penna

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