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Lettera a Raffaele...

venerdì 5 ottobre 2007, di Luigi Pezzera


Pubblichiamo una commovente lettera, letta durante la messa di commemorazione, al giovane Raffaele Massaro, nel giorno del primo anniversario della sua prematura scomparsa; a leggerla è stato il giovane Antonio Parente, a nome di tutti gli amici di Raffaele, in una Chiesa gremita da diverse centinaia di persone.

"Quando nasce un bambino, quando dal ventre di una mamma viene al mondo un’altra creatura, gli amici, i parenti fanno festa, lo vedono crescere, maturare, lo vedono sbagliare, lo vedono ridere, piangere, lo vedono vivere...Quando un uomo muore, quando un uomo ritorna al giudizio di Dio, noi da questa terra soffriamo, piangiamo, ci sentiamo vuoti...ma nel regno di Dio si fa festa, gli angeli innalzano lodi e canti per il nuovo arrivato, per quell’anima che fa felice Dio al suo fianco..."
Queste sono parole che non si dimenticano, si, non sono mie, ma è come se ora facessero parte di me, di tutti...sono le parole che un’anno fa dall’altare si elevavano a voce alta di fronte alla tua bara bianca e al pianto di dolore di chi ti conosceva. Io, noi, viviamo così, con queste parole nel cuore, nel sapere che tu sei passato a miglior vita, dove la luce di Dio irradia i tuoi giorni di felicità, dove il bianco mantello delle nuvole avvolge i tuoi sogni, dove riesci ad essere te stesso senza limiti, nella purezza che ti contraddistingueva.
Così i nostri giorni passano, alleviati dal tuo pensiero felice lì nel regno di Dio, dove un’anno fa gli angeli ti hanno accolto come quasi 20 anni fa lo fecero mamma e papà, con una festa senza eguali, con i canti più dolci, e con la serenità che ti meriti caro Raffaele. Tutti noi abbiamo nel cuore, nella mente i giorni belli e quelli difficili passati insieme, i giorni che ti hanno legato a noi per sempre, senza badare al tempo.
E’ ormai passato un anno da quando i nostri occhi bagnati dalle lacrime e i nostri cuori incupiti dal dolore, ti hanno dato l’ultimo saluto terreno, quello che ora non possiamo darti più per strada, di persona.
Non sai quante volte immaginiamo, noi tuoi amici, che sul display del nostro cellulare compaia il tuo nome, o meglio quello che ti contraddistingueva...Cafone...eh si cafone, tu per noi rimarrai così, nemmeno la morte ci impedirà di chiamarti come ci pareva, come ci piaceva e come piaceva anche a te, perchè sei stato un amico sincero, un amico attento e unico, irripetibile, un amico che ci ha formati, nel bene e nel male ci ha fatto crescere, Raffaele, ci ha fatto maturare, ci hai inseganto, a tuo modo, a vivere, a essere delle persone migliori, umili e pulite...ci hai insegnato che anche nel dolore, nella disperazione, la luce della fede ci fa sentire bene, ci dà la spinta per andare avanti, per guardare con serenità al futuro...sei stato un amico indimenticabile, un figlio di cui mamma e papà potranno vantarsi per l’eternità, un fratello attento e premuroso...ora sei nelle mani di chi, meglio di noi saprà curarti e insegnarti le cose che su questa terra non hai potuto conoscere nè vedere. Ogni sera, ti raccontiamo le nostre giornate, ti raccontiamo dei nostri guai, della nostra felicità, delle litigate, delle novità, parliamo con te, ci sfoghiamo con il nostro amico più sincero, che ci illumina giorno per giorno la via per vivere nel suo ricordo e nellamore per Dio Padre.
Preghiamo affinchè la tua si elevi sempre di più al Creatore, ogni giorno guardiamo le tue foto dui nostri mazzi di chiavi, sui nostri comodini prima di andare a dormire e ci rendiamo conto di acer perso una persona unica. Sei volato nella mani di Dio in una calda giornata di inizio Ottobre, quando la nostra pelle tremava per la notizia più amara, quella che mai avremmo voluto sentire, te ne sei andato senza dire una parola, senza poterci salutare, senza guardarci negli occhi e dirci che ci volevi bene, beh poco importa, lo sapevamo già, anzi oggi ancora una volta siamo qui tutti insieme per urlarti il nostro amore, il nostro bene che giuro, non svanirà mai, nemmeno il tempo può scalfire quello che noi proviamo per te. Raffaele, non sarai mai solo, i nsotri cuori sono uniti nel tuo ricordo, si grazie a te siamo siamo diventati una grande famiglia, che vive ogni giorno senza mai dimenticarti, e tu Raffaele, sei il collante più forte, che ci tiene uniti, che fa si che ci sosteniamo l’uno con l’altro che ci fa superare incomprensioni e tensioni, perchè alla base ci sei tu che ci guardi e ci proteggi. Siamo felici quando nei nostri sogni ci appari tu, con il tuo vestito bianco, puro come la tua anima, che ci fa capire che ci sei, che ci guardi, che sai tutto di noi, dei nostri giorni, che ci aiuti, e non sai quant’è dolce svegliarsi la mattina con gli occhi bagnati dalle lacrime perchè quella notte sei stato con noi, come quando uscivamo ed eravamo felici, vorrei che tutte le notti tu fossi con me, con noi, per vivere quello che non possiamo vivere di giorno, per guardarti e dirti quello che forse non ti abbiamo mai detto...Raffaele ti vogliamo bene!!!
A volte è difficile dirlo ma oggi nessuno ci impedisce di farlo e noi vogliamo che tutti lo sappaino che sei ancora vivo dentro di noi, che sentiamo i tuoi battiti nei nostri, che dividiamo le nostre giornate con te, perchè ti sentiamo vicino, sentiamo la tua presenza sempre, in ogni respiro, in ogni movimento...ti prego non abbandonarci mai Raffaele e se sbagliamo in qualcosa aiutaci a migliorare, a essere più puri davanti agli occhi del Signore, a trarre sempre insegnamento da quello che ci circonda. Io voglio oggi ricordare così, non la tua morte, ma la tua nuova vita nel regno dei Cieli, la vita che tutti noi desideriamo avere dopo il passaggio su questa terra, e oggi non voglio essere triste, ma darti l’augurio per il tuo nuovo compleanno.
Oggi 2 Ottobre 2007 per me Raffaele Massaro compie il suo primo anno nella vita celeste. Come sempre anche oggi voglio raccontarti una cosa...sai per il paese ci sono i manifesti con la tua foto e domenica mi è successa una cosa, passavo per il paese e un ragazzo, penso potesse avere 14 anni aveva la mano sulla tua foto, la guardava e la fissava, credevo volesse strapparla, ma sai una cosa??? Lui dopo aver sfiorato la tua immagine, mise la mano sul cuore e disse: "Chist er u’ megl!".
Ciao Cafone"

Luigi Pezzera

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