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Il karate come stile di vita

Antonio Concu, da Grazzanise al tatami mondiale

mercoledì 27 agosto 2014, di Peppe Florio


Si chiama Antonio Concu e, malgrado il cognome “esotico”, è un talento tutto nostrano. Antonio, cintura nera 1° Dan, ha infatti rappresentato la palestra “7° cerchio karate Grazzanise” al 29esimo Open mondiale Fijlkam di karate a Lignano Sabbiadoro, riservato alle cinture marroni e nere. Ed è proprio nella palestra del maestro Agostino Zampone che Concu, oggi appena 18enne, ha mosso i suoi primi passi sul tatami, 10 anni fa. Un traguardo, quello dell’incontro mondiale, conquistato con sudore e molti sacrifici, come conferma anche il maestro Zampone, che a tal proposito tiene a precisare che “tutti gli atleti del ‘7° cerchio’ hanno tifato per Antonio. Non hanno partecipato tutti (come invece accade di consueto per altri eventi) dimostrando anche in questo caso la loro umiltà nel non sentirsi pronti per questo campionato. Sono fiero dei miei atleti”.

Se chiedi ad Antonio cos’è il karate per lui, ti risponderà che “è uno stile di vita”, uno stile di vita che l’ha portato a vivere un’esperienza così importante “che forse lui non si aspettava così presto” come commenta il maestro, che svela poi la “ricetta” per ottenere questi risultati. “Se l’è guadagnato con i suoi 10 anni di ininterrotta attività, con la sua tenacia, la serietà, l’allenamento costante; mai una lezione che andasse via prima del previsto, educato e mai arrivista” spiega Zampone.

Ma a parte l’ultima competizione a Lignano, probabilmente per il momento la più importante della sua carriera, Concu di esperienza ne ha macinata tanta, varcando i tatami di diverse competizioni, “con lo stesso umore nella sconfitta come nella vittoria” come precisa il maestro, che poi aggiunge: in quest’ultimo evento, anche se non ha conquistato il podio, è stata già una vittoria essere presente”. “Ringrazio il maestro per avermi dato questa opportunità e tutti i miei compagni che mi hanno sostenuto” commenta Antonio, che ha passato tutto il mese di agosto ad allenarsi, seguito, passo dopo passo, dalla costante attenzione e pazienza del maestro Zampone. “Ho avuto modo di conoscere atleti di altre nazioni, con una determinazione impressionante nei loro occhi: vi si leggevano realmente i sacrifici di un vero karateka marziale” afferma il giovane karateka di Santa Maria La Fossa parlando dell’esperienza a Lignano.

Ma è con preoccupazione che sia Concu che Zampone guardano al futuro della disciplina: “ormai il karate lo vendono: ti fanno diventare cintura nera in 2 anni senza insegnarti niente” sostiene il maestro. Antonio, che ha lavorato ben 8 anni prima di poter indossare la cintura nera, guardandosi indietro afferma: “oggi apprezzo di più e ringrazio il mio maestro per l’impegno e i suoi sacrifici, con i quali mi ha portato ai livelli di questi atleti internazionali”. E mentre guarda ad un futuro nelle arti marziali che potrebbe riservagli grosse soddisfazioni e altri incontri internazionali, “la cintura nera non è un traguardo, ma l’inizio di uno studio che durerà una vita intera. Oss maestro!” afferma Antonio.

Peppe Florio
 


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