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Svolto il convegno della Teens’ Park

Carditello emblema di Terra di Lavoro

venerdì 5 settembre 2014, di redazione


GRAZZANISE - Un convegno molto interessante si è tenuto ieri 4 settembre 2014 nell’aula consiliare del Comune di Grazzanise su “La real tenuta di Carditello: essere monumento nella terra di nessuno”, organizzato dall’Associazione giovanile cukturale Teens’ Park, nell’ambito della quarta "Settimana della cultura Salvatore Nardelli".
Sono intervenuti: Salvatore Minieri, giornalista e reporter, Emiddio Cimmino, sindaco di San Tammaro, Ferdinando Cimino, giornalista, Gabriella Ibello, storica dell’arte, presidentessa dell’associazione “NuovoRinascimento”, Raffaele Zito, presidente di “Agenda21 per Carditello e i Regi Lagni”.

Il convegno, durante il quale è stata ricordata l’amorevole cura che prestava senza obbligo Tommaso Cestrone, recentemente scomparso, detto l’angelo di Carditello, è stato l’occasione per rimettere sotto i riflettori lo stato del real sito che, acquisito dallo Stato con soddisfazione della politica e dell’opinione pubblica, è tuttora chiuso alla fruizione dei cittadini.
Tutti gli interventi, che cerchiamo di sintetizzare in un resoconto collettivo, con il particolare taglio dovuto alle diverse sensibilità e al diverso ruolo nella società, hanno lamentato lo stato di abbandono della struttura auspicando un’inversione di tendenza che la faccia diventare volano di sviluppo per l’intero territorio.

Carditello appartiene a tutta Terra di Lavoro, è stato da più parti affermato, per cui tutti si devono impegnare per il suo recupero e la sua valorizzazione. Sono troppi anni che questa storia va avanti con la responsabilità innanzitutto delle istituzioni nazionali e locali, ma anche della stampa e dei cittadini.
Così, ad esempio, mentre la reggia di Venaria è stata in grado di catalizzare iniziative economiche, i monumenti di Terra di Lavoro hanno dovuto subire l’indifferenza, l’incuria, il vandalismo. Situazione che vede in parte coinvolta la stessa Reggia di Caserta e la città di Capua e quella notevole opera idraulica e di bonifica che erano i Regi Lagni.

L’acquisizione da parte dello Stato, dopo la gestione del Consorzio di Bonifica del bacino inferiore del Volturno e il lungo periodo delle aste deserte, aveva fatto sperare in un processo di valorizzazione sia pure iniziale. Ma fino ad ora non si è avvertito alcun segno in tale direzione, nonostante un primo impegno di 300 milioni di euro.

Il fatto è grave ed è emblematico della situazione complessiva di Terra di Lavoro, alle prese con le conseguenze della crisi economica e con l’installazione di discariche di rifiuti a pochi passi dal real sito. E ciò contrasta fortemente con l’immagine di quella che era la natura di questa terra una volta felice, ridente, lussureggiante. Non a caso i Borboni la elessero a sede delle loro magioni traendone tutto il necessario per il loro funzionamento e la loro vita. Ma Carditello è stata anche un laboratorio di primaria importanza in Europa nella gestione dell’agricoltura e nella riproduzione del bestiame. Se si tiene conto di questo si comprende meglio l’importanza di impegnarsi per il cambiamento dello stato attuale del sito che significa cambiamento per tutta la provincia.

A ciò si dedica in particolare “Agenda21 per Carditello e i Regi Lagni” che promuove iniziative di sensibilizzazione per far sì che non cali l’attenzione sulle problematiche che li interessano.

Questo in estrema sintesi il succo del convegno che purtroppo non ha registrato la presenza di pubblico come avrebbe meritato. Per fortuna ha partecipato un buon numero di ragazzi ai quali i relatori si sono riferiti in quanto speranza del domani.
Ha presentato Peppe Florio, dell’Associazione Teens’Park

frates

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