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Temporeggiare

sabato 19 dicembre 2009, di Giuseppe Tallino


"Sono tanto semplici gli uomini e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare." N. Machiavelli

Gli scenari civili degenerano quando imperversa il mutismo. Annullare il valore della parola, del soggettivo “scritto civico” significa venerare l’indifferenza o (situazione estrema) la violenza.
L’opinione (condivisione o attacco costruttivo) deve essere costantemente espressa. Essa rappresenta il timbro popolare che targa il consenso o il dissenso, il sigillo che scongiura la formazione di falsi idoli irremovibili. “Svoltisti e non” lo hanno fatto? Hanno tutti testimoniato la loro esistenza politica?
Se ostacoliamo il confronto, o non lo incoraggiamo, la democrazia frana, la gestione amministrativa diviene eccessivamente faziosa e parte del popolo si scosta dalla politica.
  Ricordo Liberazione Democratica, di natura disponibile, gentile (Forse un po’ utopica)
  Ricordo Giuseppe Raimondo (ex consigliere provinciale) che sbandierava (e lo fa tuttora) una sua formazione costellata da personaggi che, a quanto pare, non ne vogliono far parte
  Ricordo il coordinatore del PD Avv. Paolo Parente voglioso di comunicare un quasi certo inoltro di una lista con marchio PD (quando verosimilmente aveva già concesso il proprio appoggio a Raimondo).
  Ricordo l’ex coordinatore FI, Marcello Vaio, ora fuso e confuso nel PDL, con le idee non chiare (forse chiarissime?!).
  Ricordo Domenico D’Elena promotore di una santa alleanza (In realtà persiste ancora nel promuoverla)
  Ricordo il giovane gruppo AN, anch’esso al momento fuso e confuso nel PDL, guardingo, sognatore di una lista partitica ma cosciente di possibili ribaltoni.
Tra queste memorie e la delusa realtà attuale sono trascorse solo riunioni, incontri, ipotesi di ammassamenti politici o pseudo - decisioni di corse solitarie. Flatus vocis.
Forse si attendono i verdetti collegiali di provincia e regione dei vari partiti per poi organizzare le idi di Marzo (Aprile)?!

Il problema non è pretendere il listone o una frantumazione politica. Il problema è pretendere, a quattro mesi dal voto, un progetto.
Alcuni hanno sventolato i loro storici nomi come sicure e future alternative al gruppo Svoltista, senza aver dietro un solido progetto, altri invece hanno cercato di costruire una formazione possente, senza un airone politico di rappresentanza da mostrare alla gente.
Temporeggiare oramai è solo un atteggiamento remissivo e pauroso.
E’ vero anche che “sogni di sciabole giudiziarie” hanno contribuito a plasmare l’atteggiamento indugiante (di chi dovrebbe costituire l’alternativa) che siamo costretti a subire (Inspiegabilmente la caserma dei CC negli ultimi tempi è molto frequentata!). Anche se una sciabola canonica recidesse ingiustizie e illeciti vari questo processo si dimostrerebbe lungo e tortuoso. L’unica soluzione è proporsi e vincere democraticamente.
E’ l’assenza di partecipazione la base su cui poggia questo sconfortante teatrino di sospiri e di sfuriate.
La folla è distante dalla politica. L’unico canale comunicativo che lega il popolo al Palazzo è la ricerca del “posto”. Ideologia, moralismo sociale e attivismo spassionato, rappresentano congiungimenti (tra persone e amministrazione) deboli e isolati.
Perché questo distacco? Alcuni la considerano (la politica) sporca, altri una casta.
Come sovvertire questo sistema? L’unico modo per renderlo trasparente, accessibile e funzionale è fare accrescere la partecipazione. Partecipare vuol dire gravare, in positivo, su chi gestisce l’ apparato pubblico. Intromettersi, chiedersi e chiedere spiegazioni, non sottostare e accontentarsi della stampa imbavagliata rappresentano diktat del buon cittadino. Centinaia di occhi e di voci vincolano una direzione del settore amministrativo limpida, onesta ed uniforme.
Il compito del votante non finisce in cabina. Anche se si tratta di “clientes” ! Il voto di scambio non subordina l’elettore che ne fa uso. Il debito viene azzerato col consegnare la scheda.
La natura ci impone di amare il Creatore ringraziandolo delle sue Creature. Da noi questa scala di valori si è invertita. Si venera senza criterio la Creatura ( Politico) generata dal Creatore ( Popolo ). Il popolo così come elegge ha la forza, il potere ed il diritto di estromettere.

Giuseppe Tallino