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Don F. Montesano (8): relazioni sociali

martedì 12 aprile 2016, di redazione


Dai documenti sin qui presentati emerge una figura assai sofferente a causa delle incomprensioni che la circondano nel luogo natìo, soprattutto da parte del clero, verso il quale, ad ogni modo, don Francesco non nutriva alcuna considerazione. Egli, abbiamo visto, sottolinea più volte la propria aderenza al Vangelo e la propria dedizione ai fedeli con l’assolvimento sincero dei doveri del suo ministero, mentre “i parroci avendo altro da fare non possono perdere tempo prezioso vicino a uno che muore”.
E ricorda come “nel mese di settembre e ottobre [1943, ndr] sotto il cannoneggiamento di Grazzanise e Brezza solo io esercitai il ministero sacerdotale mentre i parroci scappavano o andavano come volgari delinquenti a rubare zucchero a Capua”.
Ma la vita di don Francesco non è soltanto amarezza per questa situazione che lo porta a gravi problemi esistenziali. Essa si svolge anche su un altro binario, in un intenso attivismo sociale e politico. D’altronde abbiamo letto: “mi è stato detto che per star bene mi necessita forte attività”. Il prete è l’uomo dalle mille relazioni in tutti gli ambienti che contano, la sua cultura è riconosciuta unanimemente, è ricercato e consultato e ciò gli consente di uscire dal gretto mondo paesano.
Egli è di casa in associazioni e sodalizi a Roma, dove ha studiato e lavorato, ma anche a Caserta e Napoli, dove intrattiene fecondi rapporti con esponenti dell’intellighenzia.

Sono trascorsi quattro anni dalla fine della guerra e la vita riprende il sopravvento. L’Italia è ancora disseminata di macerie materiali e morali ma si cerca con fiducia di riannodare i fili spezzati, di ritrovarsi dopo la bufera nella quale ci si era persi di vista e di ricominciare a lavorare. E’ del marzo’49 l’invito ricevuto dal Seminario Campano di Napoli. Pur nella sua forma burocratica traspare, insieme ad informazioni di carattere logistico, il bisogno di ‘sollevarsi e incoraggiarsi a vicenda’. Ma non è solo un semplice incontrarsi quanto, come si evince dal programma, una occasione di approfondimento di alcuni temi di attualità quali la riforma della struttura delle imprese, il pontificato di Pio XII, l’unione delle nazioni. (Ricordiamo che l’Organizzazione delle Nazioni Unite era nata appena quattro anni prima). I relatori non erano stati tutti insensibili alle idee del regime fascista, quindi erano lontani dal pensiero di don Montesano, ma erano pur sempre dei vescovi, cioè persone di una certa levatura intellettuale (Mons. Pasquale Quaremba, vescovo di Tursi, Mons. Nicodemo, dinamico vescovo di Mileto, Mons Lorenzo Gargiulo, vescovo di Gaeta, P. Angelo Brucculeri, gesuita e giornalista della Civiltà Cattolica, che si occupava di dottrine sociali), per cui riteniamo che se ne ebbe la possibilità Don Francesco partecipò al convegno anche in considerazione della sua qualità di ex allievo.

PONTIFICIO SEMINARIO CAMPANO
Napoli – Via Posillipo, 276
Telefono interprov. 14243
IL RETTORE

Napoli, 10 marzo 1949

Reverendo e carissimo in Christo,
quest’anno ci è finalmente possibile la ripresa del convegno annuale degli Ex-alunni, sollecitata da molteplici espressioni del vivo desiderio di rivedersi, sollevarsi e incoraggiarsi a vicenda.
Ci è stato suggerito come più confacente alle esigenze di tutti il triduo che sussegue immediatamente la Pasqua.
Ci sarebbe graditissima la Sua adesione e La preghiamo di volercela significare entro il 5 aprile.
Il soggiorno in seminario, durante il convegno, è gratuito. Saremo però molto grati agli Ex-alunni che potranno e vorranno contribuire alle non indifferenti spese, sia pure con l’applicazione di una S. Messa.
Poiché la maggior parte dei letti sono stati concessi in prestito da convitti che non potranno rinviare la riapertura oltre il 20 aprile, solo a qualcuno potremo concedere, per gravi ragioni, di pernottare in seminario anche la notte tra il 20 e il 21 aprile.
In attesa, le porgo i più cordiali saluti e mi raccomando ai Suoi SS. Sacrifici.

Dev.mo ed aff.mo in Christo
P. Giuseppe Fazzari S.J.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Lunedì 18 apr.: ore 19,30: Esortazione di S.E. Mons. Quaremba
Martedì 19 apr.: ore 6,30: Meditazione dettata da S. E. Mons. Nicodemo
Ore 9,30: P. Brucculeri: “Il Problema economico-sociale; la riforma di struttura delle imprese”
Ore 10,30: Conversazione e discussione tra gli Ex-alunni
Ore 15,30: Conversazione come sopra
Ore 19,30: Esortazione di S. E. Mons. Orlando
Mercoledì 20 apr.: ore 6,30: Meditazione dettata da S. E. Mons.Gargiulo
Ore 9,30: P. A. Brucculeri: “Il problema internazionale: l’unione delle nazioni”
Ore 10,30: Conversazione come sopra
Ore 17 : Accademia solenne per il 50° di Sacerdozio del S. Padre. Discorso di S. E. Mons. Rateni: “Pio XII: la Messa d’oro e il primo decennio di Pontificato”

Non solo Napoli. Anche Caserta vede il sacerdote tra i suoi frequentatori. Un biglietto tipo cartolina indirizzato “al socio Sac. Montesano Francesco” ci rivela la sua iscrizione al Circolo Nazionale, il sodalizio più antico di Terra di Lavoro, essendo stato istituito nel 1858:

CIRCOLO NAZIONALE Caserta

Caserta, 20 novembre 1953

L’assemblea ordinaria dei Sigg Soci è convocata per la sera del 9 dicembre 1953 in prima convocazione alle ore 18 ed in seconda convocazione alle ore 19 per discutere il seguente:

ORDINE DEL GIORNO

1 – Comunicazioni del Presidente
2 – Bilancio preventivo anno 1954
3 – Varie
Si prega intervenire

Il presidente dell’Assemblea Avv. Silvio Ambrogi

Una ulteriore testimonianza della considerazione in cui è tenuto il prete di Grazzanise ci è fornita da un’altra lettera, del 1959, del “Rector summus” di Eusophiae di Napoli, che riportiamo di seguito:

EVSOPHIAE
Rector Summus
Neapoli
Via della Sapienza, 43, interno 18
[vecchio indirizzo cancellato:
Strada S. Sebastiano, 57, int. 7]

Napoli, 19 ottobre 1959

Rev. Sac. Francesco Montesano
Via Eufrosina
Grazzanise
Provincia di Caserta

Il mio carissimo fraterno amico Mario Veneroso mi ha parlato di Voi e mi sollecita adesso a prender collegamento per iniziare a volgere un’azione feconda di bene, in quanto rispondente in pieno allo spirito di quella magnifica epistola, che si legge alla Domenica di Quinquagesima. E sono certo che le mie parole troveranno eco in un cuore generoso, qual Voi avete.
Vi attendo, Dio permettendo, alla sera di qualsiasi giorno dalle ore diciannove alle ore ventuno (le 7 pomeridiane e le 9 pomeridiane) per un fraterno e fecondo scambio di idee e di sentimenti.
Se verrete giovedì 22, parteciperete ad una nostra adunanza, che terremo in quelle ore.
Rispettosamente Vi prego di gradire l’espressione dei miei fraterni profondi sentimenti.

Prof. Nicolò XXXnigo (forse Arrigò)

La Domenica di Quinquagesima a cui si fa riferimento, è così detta perché cade cinquanta giorni prima di Pasqua e l’Epistola che si legge durante la Messa in tale occasione è quella di S. Paolo ai Corinti (13,1-13) e tratta della Carità, “se non ho la carità non sono niente”. Certo è un messaggio al religioso, ma, come abbiamo già accennato e vedremo in seguito, l’azione pastorale, sociale e politica è tutta improntata a questo insegnamento.

frates

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